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18 novembre 2005

Calo di matricole alla Federico II, ma tengono bene Lettere e Matematica

Il maggiore ateneo di Napoli, ovvero la Federico II, quest’anno ha registrato un calo di iscrizioni di circa l’1,15%, pari a circa duecento matricoleIl maggiore ateneo di Napoli, ovvero la Federico II, quest’anno ha registrato un calo di iscrizioni di circa l’1,15%, pari a circa duecento matricole in meno. Questo è il dato principale che si evince analizzando i numeri relativi agli studenti iscritti alle varie facoltà, mentre infatti l’anno scorso in data odierna le matricole già iscrittesi erano 17762, quest’anno sono pervenute 17558 immatricolazioni.
Non è certo di per sé un dato allarmante, in quanto la variazione percentuale è davvero minima e forse si può definire fisiologica, ma è comunque un dato che fa riflettere: negli ultimi anni infatti, c’è stato un grande aumento di iscrizioni ai licei classici e scientifici, scuole che poi dovrebbero indirizzare i ragazzi verso una scelta futura di tipo universitario, quindi di conseguenza far aumentare di riflesso le immatricolazioni alle università, fenomeno che almeno quest’anno non si è verificato.
Analizzando più approfonditamente i dati forniti dall’università, si può capire meglio quali facoltà hanno contribuito di più a questo calo d’iscrizioni: sono infatti in netto calo rispetto all’anno passato facoltà come Farmacia, Scienze Biotecnologiche, Ingegneria e Sociologia, corsi di laurea che negl’ultimi anni avevano riscosso molto successo in quanto percorsi di studio che garantivano una forte preparazione specialistica, che dava più speranze ai futuri laureati di trovare un impiego a breve distanza dalla sospirata laurea.
La forte diminuzione che ha contraddistinto queste facoltà è stata parzialmente equilibrata, anche se non del tutto visto il dato generale negativo, da due facoltà in particolare: Scienze matematiche e Lettere, che sono le facoltà della Federico II che hanno aumentato di più il numero di matricole per quest’anno accademico, un dato che ha sorpreso in quanto l’appeal di questi percorsi di laurea era fortemente sceso negli ultimi anni, poiché questo tipo di percorsi non venivano ritenuti idonei da parte dei giovani a rispondere alle esigenze del mercato del lavoro, che da un po’ di anni chiede figure sempre più specializzate.
Sembra quindi che i giovani abbiano riscoperto la voglia di avere un tipo di preparazione che solo le facoltà di una volta davano, una preparazione molto generale, che può permettere di non dover scegliere la futura professione quando ci si iscrive all’università, ma di poter scegliere nel corso degli studi, ciò per cui ci si sente più portati e in cui si riesce meglio. Inoltre probabilmente le figure di lavoro molto specializzate sono in via di saturazione e quindi i giovani preferiscono avere una formazione più ampia, che tenda ad escludere meno ambiti professionali possibili, per avere maggiore fortuna e maggiori porte aperte nel mondo lavorativo.

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