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29 novembre 2005

Conan: un ragazzo Selvaggio

Nel 1978 un certo Hayao Miyazaki (Tokio, 1941) conosciuto prima solo per aver realizzato alcuni episodi di Lupin III, con un altro grande maestro IsaNel 1978 un certo Hayao Miyazaki (Tokio, 1941) conosciuto prima solo per aver realizzato alcuni episodi di Lupin III, con un altro grande maestro Isao Takahata, diede vita alle immagini di uno dei capolavori dell’animazione giapponese, Conan.
La prima volta che vidi le scene del mitico ragazzo del futuro ero un bambino, nei primi anni ottanta la televisione italiana era ancora molto variegata e le reti commerciali non avevano fagocitato le emittenti televisive. Mi è capitato spesso parlare dei cartoni animati dell’infanzia, con gli amici prima di rincasare, a scuola, sempre con un pizzico di nostalgia.
Oggi le cose sono diverse …sarà l’età? Mi ritrovo in un bus a zonzo per la capitale, intorno a me stavolta non v’è nessuno, mi vengono in mente le scene di Conan, quelle isolette verdi, l’azzurro vivo del mare, la vitalità di un ragazzo selvaggio che scorrazza senza stancarsi su e giù per l’isola, sotto un sole anch’esso intenso, ma a rischio di detronizzazione, alle soglie del suicidio nucleare dell’umanità.
Sulla terra il disegno di una grande Industria era realtà, la genialità di alcuni scienziati come il nonno di Lana, il misterioso dottor Rao, era preda di gente senza scrupoli che non voleva “altro” che possedere la terra.
L’autore, Miyazaki oggi è: Leone d’oro alla carriera, due anni fa con La città incantata ha vinto l’Orso di Berlino, e un Oscar come miglior film di animazione di Hollywwod è l’autore de Il Castello Errante di Howl.
Vi ricordate Heidi, andiamo un momento indietro, Heidi esce nel 1974 ed è un altro capolavoro del maestro anche se non porta la sua firma. A pensarci bene, Heidi è simile a Lana, la ragazza che naufraga sull’atollo di Conan, e guarda caso Peter assomiglia tanto anche a Conan, selvatico come Conan.
La natura, i paesaggi, la gente di campagna, la grezza naturalezza dell’uomo di campagna, della terra, che attenzione, non vuole in nessun modo riabilitare il mito dell’uomo naturelle, sono sempre presenti nei lavori di Hayao Miyazaki.
L’uomo è rappresentato sempre nella sua componente duale, di essere infernale ma anche eccellente.
Si potrebbe dire che i lavori del maestro sono piuttosto la rappresentazione animata di una grande disputa filosofica.Quella che contrappose Heidegger e il suo “dominio della natura” contro la filosofia niciana, che si sforzò di dire che il dominio dell’uomo sulla natura non poteva garantirgli la salvezza, se non per il fatto che anch’esso sia parte della natura.
Conan, il ragazzo del futuro, è evidente, ha segnato le generazioni di chi allora aveva da cinque a dieci anni, ed è altrettanto evidente che chi allora era un padre di famiglia abbia sbagliato a non vederlo. Forse oggi la classe politica sarebbe meno ottusa nei confronti di temi scottanti come la guerra, il colonialismo, e anche il terrorismo.”Conan per Indastria è un vera minaccia. Ora si è chiaro, quello non era decisamente il tipo di anime da mostrare ad un bambino. O no…?
Se sia stata una fortuna o meno è presto per dirlo, di fatto posso dire che, a cinque anni capii la direzione che aveva preso il mondo e il rischio che correva, quando ancora non sapevo fare uno meno zero. Non avevo capito neanche cosa fosse la terra, non la sua forma, chi ci abitava, ma già sapevo di aver scelto un pianeta difficile da abitare, la terra era in pericolo.
Alcuni uomini cattivi avevano fatto della loro competenza scientifica un mezzo di autodistruzione, per me e anche per il mio amico orsacchiotto, era tutto chiaro!!
Mi chiedo cosa sia cambiato da allora in me, se questi anni sono serviti a capire il mondo e la sua essenza…all’ unanimità i miei sensi avvertono la stessa mancanza di conoscenza del mondo e so anche la verità più o meno apocalittica sulla sua deriva.
Ops!!….Cosa vedo dal finestrino?
Un fiume con argini, gente con case di cartone, gente vestita in modo strano, quasi vogliano dirmi qualcosa con il loro look, gabbiani notturni, topi di fogna, militari, elicotteri, aerei, povertà globale alla quale si vuole ipocritamente trovare un rimedio. Lo sanno tutti, Geldof compreso che da cambiare è la rotta delle economie mondiali e …e ci sarebbero infinite cose da dire, ma mi limito a questo.
Intanto il mio bus è arrivato al capolinea, adesso vorrei togliermi le scarpe e correre, correre, correre …che stupido, forse potrei sopravvivere allo smog, ma cosa direi alla neuro?
Sapete, da bambino…

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