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24 novembre 2005

Dizionario o nuova forma d’arte

Esce in Francia il dizionario porno, un percorso curato da sociologi, filosofi, storici e professori universitari. Qualcuno lo ha persino considerato Esce in Francia il dizionario porno, un percorso curato da sociologi, filosofi, storici e professori universitari. Qualcuno lo ha persino considerato una forma d’arte, altri una mancanza da colmare nella nostra cultura. Sta di fatto che il controverso dizionario offre un’accurata analisi del fenomeno pornografia, un ampio percorso che prende il via dalle parole, ricorda autori e testi, riporta a personaggi della storia e della letteratura. Il risultato di tutto questo sono 450 definizioni. Philippe Di Folco che ha diretto l’opera ha dichiarato: “Questo dizionario ha l’ambizione di essere una cartografia completa della pornografia, ma non vogliamo rendere tale tema bello o brutto, buono o cattivo, l’obiettivo e di conoscere meglio una pratica culturale marginale che resta di dominio privato, ma che oggi coinvolge i media”. Di Folco non si ferma e rileva “che non è facile dare una definizione di pornografia che sembra sottrarsi a tutte le definizioni, non ne tollera nessuna che sia univoca, discutibile, o troppo morale, quindi la si riconosce ma non si conosce e il dizionario serve proprio a questo”. Nel dizionario si parte dalle parole fondamentali “porno”, “pornologia”, fino a citare biografie, sia di famosi cultori del genere, sia di personaggi della storia, Si può cosi ritrovare alla lettera h il nome d’Alfred Hitchcock, considerato uno specialista nell’amore al cinema pur non comparendo mai scene di nudo nei suoi film. Lo stesso regista diceva al suo collega Francois Truffaut: “ se il sesso è troppo evidente non c’è suspanse”. Cosi è giudicata altamente pornografica la scena iniziale del film la finestra sul cortile con l’ombra di Grace Kelly tra le gambe di James Stuart. Alla voce “P” non poteva mancare il riferimento a Pier Paolo Pisolini. Ma il dizionario è anche un modo per conoscere il mondo e scoprire le varie pratiche sessuali di paesi come il Giappone, l’India, la Cina. E’ un percorso anche nella storia, e quindi la pornografia nel Medioevo, nel Rinascimento, o attraverso la vita di persone come il Marchese De Sade, Luigi XV, Picasso, Warhol. Insomma un percorso che si apre con la parola “abiezione” e si chiude con gli “zoo umani”. State tranquilli quindi tra un po’ nelle nostre librerie dell’Università troveremo accanto al dizionario giuridico, d’Italiano, o qualsiasi altro manuale anche questo dizionario che ci aiuterà a capire ancora di più quanto siamo perversi, e forse se non basterà tra qualche anno ci sarà anche un esame di pornografia per ogni facoltà, “Pornografia applicata”, “storia della Pornografia”, Diritto della Pornografia”, e non voglio pensare alle domande in seduta d’esame: “Signorina mi dice la differenza tra un rapporto anale e un’orgia? Ci sarà da ridere.

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