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23 novembre 2005

Fieri di poterne parlare

C’era una volta, ad Agropoli, una Casa di Cura Privata, la Malzoni, che per quanto fosse pronta ad intervenire ed accogliere, tutti coloro che ne avesC’era una volta, ad Agropoli, una Casa di Cura Privata, la Malzoni, che per quanto fosse pronta ad intervenire ed accogliere, tutti coloro che ne avessero bisogno (non essendoci, a quei tempi, in quel paese un ospedale) non era un vero e proprio esempio di infallibile ed eccezionale sanità. La clinica era un punto di riferimento per tutti, certo, ma non era immune a lamentele e critiche di quanti (sfortunatamente, per la loro condizione) vi dovevano stazionare né dei visitatori degli stessi. A guardarla con gli occhi di un bambino, forse, la clinica poteva sembrare il vecchio castello della strega cattiva! L’edificio, poco curato, non era un vero e proprio luogo di riposo: le stanze, ad esempio, ospitavano anche quattro letti e i pazienti avevano un bagno comune; per i corridoi, per lo più, affollati di gente, si respirava un’aria alquanto pesantuccia; la tecnologia sembrava essere figlia della preistoria; insomma nulla era proprio come doveva essere.
C’era una volta questo e ora?
Già da diversi anni ma soprattutto nell’anno corrente, il Comitato di Amministrazione della Clinica Malzoni di Agropoli, formato dall’espeienza del prof. G. Funicelli, del dott. Curcio Andrea, della dott.sa Rosetta Carola e dell’arch. Maria Malzoni che ne è Presidente, si è dispiegata ai fini di rendere la stessa più “vivibile” per i pazienti ma soprattutto per farne un vero gioiellino della più alta e qualificata tecnologia medica.
E così, che oggi, riusciamo ad avere i primi risultati visibili.
Ma cosa è cambiato rispetto al passato, vi chiederete?
Per rispondere in maniera esaustica a tale domanda abbiamo contattato e incontrato la “lampadina” che sta illuminando camere, corridoi, professionalità e sala operatoria della Malzoni: il prof. Giuseppe Funicelli, direttore del Dipartimento di chirurgia della Clinica Malzoni di Agropoli e di Villa del Sole di Salerno, componente del Consiglio di amministrazione della Clinica Malzoni e docente di Chirurgia oncologica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Abbiamo raggiunto il prof. Funicelli nel suo studio, situato nella stessa clinica.
Già con i nostri occhi ci siamo resi conto dei cambiamenti, sul piano architettonico, avvenuti: una hall elegante, pavimenti brillanti, porte antipanico a norme di legge, pareti pulite e colorate: tutto nuovo. Camerette con al massimo due letti, fornite di telefono, grandi armadi incassati alle pareti, bagno. Ascensore panoramico (la clinica sorge, sì, in Via G. B. Vico ma occupa una tale posizione da permettere la vista di tutta Agropoli e specialmente della sua parte più bella, “la Rupe che si tuffa nel mare”: chi è passato almeno una volta di qui sa a cosa ci si sta riferendo) mai visto in una struttura ospedaliera del Mezzogiorno: beh passi da gigante si sono fatti.
Il prof. Funicelli con molta gentilezza ci ha accolto e fatto accomodare nel suo studio. Abbiamo trascorso circa una mezz’ora a discorrere sulle novità in campo medico che sono state apportate nei vari reparti della clinica e a quello che, pur essendo ancora progetto, si realizzerà prossimamente.
“La nostra struttura ospedaliera – ha detto il nostro esperto – si sta avvalendo di tutte le migliori tecniche e delle più sofisticate attrezzature. Tra una settimana, in questa clinica, potremmo avvalerci, ad esempio, della nuova “Radiologia digitale” che, detta molto semplicemente, è una radiologia su cd, a cui si può accedere tramite server, cosicché ci sarà la possibilità per noi addetti ai lavori di analizzare una data situazione tramite monitor (e quindi con riduzione dei tempi) e non più sulla pellicola (tra l’altro più costosa e scomoda da conservare) ma soprattutto, anche il medico di base, potrà accedervi direttamente dal suo ambulatorio, tramite una password che permetterà, a sua volta, il rispetto della privacy del paziente. Altra novità è la nuova presenza in Clinica, grazie ad una convenzione dell’Università di Napoli “Federico II” per l’oncologia, del prof. R. Bianco che sarà a disposizione dei tanti, una volta a settimana, con un servizio di ambulatorio e consultorio, allo scopo di creare un punto d’eccellenza ad Agropoli per quel che riguarda l’oncologia e l’impiego delle nuove terapie di trattamento (Body Radiosurgery, Chemioterapia..) con lo scopo di evitare i, cosiddetti, “viaggi della speranza” verso il Nord d’Italia ed altri Paesi”.
In merito all’argomento, inoltre, è interessante sapere che da circa un anno, presso il nuovo ospedale di Agropoli, è stato inaugurato, alla presenza delle massime autorità della Regione Campania, con in testa il Presidente Bassolino ed altre autorità provinciali, regionali, nazionali e internazionali, il Centro del nuovo polo oncologico di alta valenza nazionale “Malzoni Radiosurgery Center”, prima struttura d’avanguardia specializzata nell’impiego della radiochirurgia stereotassica ‘total body’, la più precisa ed efficace oggi possibile al mondo. Si tratta di una possibilità di cura in più che aumenta la speranza di vita di molti pazienti oncologici difficilmente guaribili con le metodiche tradizionali, resa possibile da una collaborazione tra pubblico (Asl Sa3-Regione Campania) e privato (la Malzoni di Agropoli per l’appunto), prima intesa di questo genere in Italia. A tale inaugurazione era presente anche il ricercatore che ha messo a punto la radioterapia ‘total body’, Henric Blomgren del Karolinska University Hospital di Stoccolma, uno dei centri oncologici più autorevoli al mondo e che aveva detto “la Clinica è dotata di sale per la polichemioterapia antiblastica e di una diagnostica radiologica con TAC spirale, tra le migliori al mondo”.
Ma continuiamo il nostro discorso per quel che riguarda la Clinica Malzoni..
“E’ stato, inoltre, attivato lo ”screening per l’osteoporosi” (alterazione degenerativa delle ossa, caratterizzata da diminuzione quantitativa del tessuto osseo) – spiega Funicelli – e la struttura è dotata di TAC MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata). E, ancora, in breve sarà attivo un centro di riferimento per la diagnosi e cura delle encefalee, inesistente nel Sud Italia, che verrà diretto dal farmacologo mondiale A. Bianchi. Sono previsti anche dei rinnovamenti del blocco operatorio, più vario ed efficiente, al fine di creare nuove attività operatorie tra cui, a breve, l’otorinolaringoiatria e l’oculistica. Già attiva è, invece, un centro di chirurgia vascolare diretto dal prof. P. Vallitutti che ha lasciato il primariato del San Leonardo di Salerno per dedicarsi completamente alle attività della Malzoni. E’ stato anche ideato un centro di chirurgia bariatrica o chirurgia per l’obesità diretta da me (sono stati già effettuati circa nove interventi)”.
E per quel che riguarda la degenza dei pazienti, cosa è stato fatto per renderla più piacevole?
“Abbiamo pensato anche a questo, anzi, è stata una delle nostre prime preoccupazioni e abbiamo concluso con la realizzazione di aree relax per ogni piano, aperte sia ai degenti che ai parenti. Inoltre, il nostro personale infermieristico, composto per lo più da giovani, non toglie occasione di mantenere vivo il morale dei nostri pazienti.
L’impegno di questo gruppo – conclude il prof. Funicelli – è quello di migliorare la qualità della sanità che oggi viene offerta agli utenti/cittadini non solo dal punta di vista tecnico ma, specialmente, per quel che concerne il rapporto umano, al fine di non isolare ancora di più il paziente e la sua malattia”.
Siamo fieri di aver avuto la possibilità di informare i lettori di questo passo in avanti, di questo esempio di sanità che funziona bene in questa nostra Campania dove non tutto è progresso, dove tanti non fanno abbastanza per il futuro, ma soprattutto dove altri vedono solo “poco organizzazione e poca efficienza”: questa è la prova che anche al sud c’è qualcosa che funziona!
Auguriamo al gentile prof. Funicelli (e al suo staff ) “buon lavoro” e lo ringraziamo non solo per il tempo dedicatoci (si sa che il tempo di un medico è prezioso!) e per la semplicità di linguaggio comune non a tutti gli specialisti, ma soprattutto per quello che ogni giorno fa per il bene dell’umanità, riservando un ruolo di primo piano ai meno fortunati, nella sua magnanima coscienza.

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