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17 novembre 2005

Il meglio di John Coltrane con Carla Marciano Quartet

Presenterà il suo nuovo disco “A Strange Day”, dal palcoscenico del Pub Il Moro di Cava de’ Tirreni, la sassofonista salernitana CARLA MARCIANO ospitePresenterà il suo nuovo disco “A Strange Day”, dal palcoscenico del Pub Il Moro di Cava de’ Tirreni, la sassofonista salernitana CARLA MARCIANO ospite dell’appuntamento di domani sera venerdì 18 novembre della rassegna Jazz che si avvale delle direzione artistica del maestro Stefano Giuliano.
CARLA MARCIANO 4ET regalerà ai presenti, con un concerto dal vivo, il meglio del suo nuovo album “A Strange Day”, edito da Blacksaint – una delle punte di diamante nella discografia jazz internazionale – un cd che è ancora una volta, dopo il precedente “Trane´s Groove”, testimonianza della carica strabordante di una ragazza che ha scelto come padre artistico John Coltran.
Suonando con il suo quartetto composto da Alessandro La Corte (piano), Aldo Vigorito (contrabbasso), Gaetano Fasano (batteria) , la Marciano venerdì 18 novembre a partire dalle 22.00 dal locale del pub di Gaetano Lambiase del Borgo Scacciaventi di Cava de’ Tirreni (Sa) costruirà una sonorità bella e originale portando il pubblico ad immergersi nell’ atmosfera tipica dell’indimenticabile John Coltrane, cui ha dedicato prima con il suo Cd “Trane’s Groove” ed oggi con il suo secondo album“A Strange Day”, un convincente tributo.
La sassofonista salernitana è definita la lady del jazz cittadino, per essere stata una delle prime donne salernitane che, circa dieci anni fa, rompendo gli schemi (che vedevano il jazz al maschile) decise di dedicare la sua vita alla musica afro-americana ed in particolare al sassofono.
Con la tracklist del suo ultimo lavoro, la Marciano propone nove brani: sette inediti – otto a nome della leader, ed uno di La Corte – più “Pennies from Heaven” (Burke – Johnston) e “Russian Lullaby” (Berlin).
Con “A Strange Day”, l´altosassofonista campana fa due passi in avanti: da un lato, si rivela una compositrice completa, con i brani che si muovono nel jazz modale e sfiorano a tratti l´atonalità (“Dance of Mind”, “A Spiritual Game”), ricordando l´ultimo John Coltrane, le ballad di grande liricità (“Far Away”, “I Try To Remember”) e gli impianti armonici che si rifanno più tradizionalmente alla jazz song (“A Strange Day”); dall´altro, si libera totalmente da qualsiasi anelito di timidezza e snocciola addirittura otto partiture proprie, contro le tre del disco precedente inciso per I Dischi Della Quercia (etichetta che fa comunque capo a Blacksaint).
Barbara Albero

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