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14 novembre 2005

La riforma societaria del 2003: un primo bilancio

La riforma della disciplina delle società di capitali rappresenta la più imponente opera di revisione ed innovazione del nostro codice civile. Il legiLa riforma della disciplina delle società di capitali rappresenta la più imponente opera di revisione ed innovazione del nostro codice civile. Il legislatore, oltre ad un’attenta opera di scrematura e revisione della normativa preesistente, ha previsto nuovi istituti, destinati a dare una chiara ed efficace impronta alla nostra disciplina societaria, in ottica comunitaria. Nel novero delle profonde modificazioni della disciplina, un posto di assoluto rilievo spetta ad alcune novità assolute per il nostro ordinamento, e che rappresentano i cardini della riforma stessa: innovative forme di “governance”(sistema amministrativo di direzione delle società per azioni); riconoscimento e regolamentazione delle spa anche come società unipersonali; nuova disciplina dei titoli di credito. A quasi due anni dall’entrata in vigore della riforma, è interessante osservare come ella si sia calata nella realtà del sistema societario italiano. Si tratta di un primo, parziale resoconto, utile al fine di individuare un andamento tendenziale della “curva di gradimento” della riforma, poiché tale è la portata della nuova disciplina, che gli effetti veri e propri saranno evidenti solo nel medio-lungo periodo. Detto questo, un primissimo bilancio è stato fatto in questi giorni da studiosi e giornalisti del settore. Si parla, stando ai primi dati, di una consistente crescita delle società di capitali, con netta preferenza per le srl, e di autentico boom per quelle con socio unico. Timido segnale d’interesse, invece, nei confronti delle forme innovative di “governance” e freddezza nei confronti dei patrimoni destinati. Traducendo in percentuale quanto finora affermato, si è assistito ad un incremento annuo del 7,2% delle srl e del 9% delle società di capitali e ad una diminuzione di spa (-9,5%) e di società in accomandita per azioni (-8%). Il dato più indicativo è rappresentato però, dal +49,3% di srl a socio unico. L’altra faccia della medaglia: al momento, patrimoni destinati, nuove possibilità di finanziamento, nuove forme di governance, non sono state recepite dal mondo imprenditoriale con l’entusiasmo sperato. Possibili motivazioni? Fisiologicamente, c’è la necessità per gli operatori del settore, di approfondire la conoscenza della nuova disciplina in tutti i suoi aspetti e di individuarne l’effettiva portata. A livello patologico, la sua validità nel contesto societario italiano e la sua compatibilità nei confronti della normativa europea.

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