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11 novembre 2005

L’Ecstacy dagli studi medici alle discoteche

Il principio attivo dell’ecstacy e cioè la molecola della metindiossinetomorfetamina (MDMA) fu scoperta nei laboratori tedeschi della Merck nel 1912 eIl principio attivo dell’ecstacy e cioè la molecola della metindiossinetomorfetamina (MDMA) fu scoperta nei laboratori tedeschi della Merck nel 1912 e il relativo brevetto anoressizzante risulta essere stato depositato nel 1914.
Nel corso dei suoi 85 anni di vita, all’ecstacy sono state applicate forme diverse di somministrazione e di studio. Durante la 1ªGuerra Mondiale tornò utile per ridurre fame e stanchezza e contemporaneamente per potenziare la resistenza fisica nei soldati.
Bisognerà però attendere gli anni ’50 per l’inizio delle sperimentazioni sulla tossicità, ad opera dell’Università del Michigan su commissione dell’esercito Americano. La stessa US Army, in quell’epoca, ne sperimentò gli effetti fornendola ai Marines nella guerra di Corea e successivamente durante il conflitto vietnamita, permise alle truppe di consumare sostanze anfetaminiche (ma anche oppiacei ed altro) senza particolari controlli.
Il 1978 è l’anno della pubblicazione dei riscontri della sperimentazioni curate da alcuni psichiatri californiani, che ritennero l’MDMA un farmaco utile alla comunicazione fra paziente e terapeuta, e che somministrarono dosi variabili ai propri pazienti. Gli studi vennero approfonditi ed aggiornati, e in seguito ci fu un’ulteriore pubblicazione, avvenuta quattro anni più tardi, che fece crescere anche il numero degli psicanalisti sostenitori di questa rivoluzionaria terapia.
Grazie all’ecstacy si intravide la possibilità di inaugurare una nuova classe di farmaci (differenti sia dagli allucinogeni che dagli psicostimolanti) da definire entactogeni, capaci di indurre all’entusiasmo ed alla discussione serena di vissuti traumatici.
Ma, nonostante l’entusiasmo e la casistica sempre più voluminosa, l’MDMA venne inserita nella tabella delle sostanze stupefacenti e psicoterapeutiche da tenere sottocontrollo, al pari di altre sostanze d’abuso come l’eroina e l’LSD (per la cocaina bisognerà attendere ancora qualche anno).
Con il divieto di prescrizione e la conseguente illegalità fiorisce però la produzione clandestina, che grazie alle continue manipolazioni chimiche, prepara un così alto numero di sostanze derivanti dalla anfetamina che la MDMA si guadagna il titolo di regina delle Designer Drugs, le cosiddette droghe d’autore.
Il lavoro della modifica della sostanza base, con le sempre inedite sintesi di laboratorio, ostacola gli studi sulla neurotossicità di ogni singolo prodotto, al punto che per le autorità sanitarie mondiali diventa impossibile tenere sottocontrollo le Designer Drugs. Per questo motivo droghe con alto potere tossicomatico restano di volta in volta al di fuori delle tabelle comprendenti le sostanze stupefacenti.
Infatti il mercato dell’ecstacy non conosce soste e nè crisi di sorta, ma annovera sempre nuovi ed esigenti clienti in considerazione dell’età media dei consumatori, poiché tende progressivamente e costantemente a diminuire. In pochi anni, dagli ambulatori degli specialisti, la sostanza si è trasferita nelle discoteche di tutto il mondo trovando in esse l’habitat ideale di spaccio e di abuso. Si parla e si discute spesso di queste pasticche perché in relazione ad esse, così facilmente circolanti nei luoghi di ritrovo dei giovani, si registrano ogni anno migliaia di decessi soprattutto legati ad incidenti stradali. Ma è facile pensare che il vero volto dell’ecstacy (di cui ne conosciamo solo un profilo) sia ben più terribile: per la sua natura rientra sicuramente nel novero degli stupefacenti con il più alto potere tossicomatico.
Con una diffusione in costante crescita, con l’acquisto ed il consumo che avvengono con molta superficialità (complici la propaganda pilotata che ne minimizza i danni e una non adeguata campagna di prevenzione) ciò che preoccupa di più è la terapia farmacologica da non contrapporre ai danni cerebrali di cui è responsabile l’ecstacy.
Catello Lemba

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