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25 novembre 2005

L’Udinese e la sua gente

Dopo la grande impresa di Atene, dove l’undici bianconero ha conquistato tre preziosissimi punti nella corsa verso gli ottavi di finale di Champions LDopo la grande impresa di Atene, dove l’undici bianconero ha conquistato tre preziosissimi punti nella corsa verso gli ottavi di finale di Champions League, oltre all’attesa per il decisivo match che vedrà i friulani scendere in campo contro il blasonato Barcellona di Ronaldhino e soci, cresce anche la soddisfazione e l’orgoglio di una regione intera. In quest’angolo d’Italia è forte il legame con la propria terra e le proprie origini. Qui non si parla un dialetto, si parla una lingua, ma è negli occhi delle persone, prima ancora che nella voce, che si comprende quanto il loro carattere sia forte e generoso al tempo stesso. I tifosi del “Friuli” ne incarnano lo spirito. Oltre ai ragazzi della “Curva Nord”, ben pochi si lasciano coinvolgere dai canti e dal tipico folklore calcistico, mentre i più guardano la partita sbuffando accigliati o arrabbiandosi, perché il pubblico, da queste parti, è uno di quelli esigenti! Calcisticamente parlando, questi sono gli anni migliori della storia centenaria della compagine friulana; la squadra si è ritagliata, a pieno titolo, un posto tra le migliori del campionato e questa costante crescita è culminata con l’approdo in Champions League di questa stagione. Le sfide sono molto più affascinanti e difficili, ma non per questo lo spirito dei friulani è mutato: poco coinvolgimento nel tifo, molta attenzione al gioco, ma una grande spinta che si muove dagli spalti al rettangolo verde. E’ l’orgoglio di questa gente che, solo di primo acchito chiusa ed ostile, riesce a leggerti dentro e se ci scruta del buono, si concede diventandoti amica sincera. Nella fierezza di questa regione, nel suo “non mollare mai”, c’è tutto lo spirito battagliero che, domenica dopo domenica, gli undici in campo tentano di tramutare in agonismo e voglia di fare. L’attaccamento alla maglia, l’orgoglio, la grinta ed il rispetto per l’avversario sono la chiave di volta che i giocatori hanno per entrare nel cuore dei tifosi friulani. E’ davvero brava gente, e quando la partita finisce, vinca o perda, non si fa mai mancare un buon “taglio” di vino del Collio e una fetta di prosciutto di San Daniele, in allegria e tranquillità. L’Udinese è la sua gente.

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