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30 novembre 2005

Modena e Reggio Emilia: contunuano i semunari sulle cellule staminali

Continuano gli incontri promossi dalla facoltà di Bioscienze e Biotecnologie dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e dall’Accademia NaContinuano gli incontri promossi dalla facoltà di Bioscienze e Biotecnologie dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e dall’Accademia Nazionale delle Scienze, Lettere e Arti di Modena dedicati ad approfondire la conoscenza sulle applicazioni terapeutiche prodotte dalla ricerca sulle cellule staminali.

I seminari, giunti al loro settimo appuntamento, vedono coinvolti molti dei più qualificati ricercatori che guidano, a livello nazionale, i gruppi più attivi nel settore.

“In essi viene affrontato soprattutto l’argomento relativo alle prospettive di impiego clinico delle cellule staminali. In particolare, – spiega il prof. Sergio Ferrari della facoltà di Bioscienze e Biotecnologie dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – vengono descritti gli approcci già attuali o più promettenti per la cura di malattie genetiche, tumori, malattie degenerative del sistema nervoso e per la ricostruzione degli epiteli di rivestimento e del tessuto osseo”.

Nel prossimo incontro il prof. Ranieri Cancedda dell’Università degli studi di Genova, parlerà di “Cellule mesenchimali pluripotenti e ricostruzione di tessuto osseo”. Il seminario si svolgerà venerdì 2 dicembre 2005 alle ore 16,00 presso la “Sala Rum” (via Campi 309) a Modena.

“Le cellule staminali derivate dal midollo osseo (BMSC) sono in grado di differenziarsi in diversi tipi cellulari (osteoblasti inclusi) e possono andare incontro ad un elevato, anche se limitato, numero di divisioni mitotiche. Anche se le BMSC non hanno tutte le caratteristiche delle cellule staminali e devono essere definite come precoci progenitori mesenchimali, sono da considerare con grande interesse per quanto riguarda la loro applicabilità come agenti terapeutici, in settori diversi della medicina e nell’ortopedia in particolare. Nel nostro laboratorio – spiega il prof. Ranieri Cancedda – sono state messe a punto le condizioni per la loro espansione in vitro, mantenendone il potenziale proliferativo e differenziativo. Sono state, inoltre, definite le condizioni per indurne il differenziamento nei diversi . Nella nostra precedente sperimentazione abbiamo utilizzato ceramiche porose di idrossiapatite. Questo materiale, pur essendo dotato di eccellenti proprietà osteoconduttive ed in parte osteoinduttive, non è riassorbibile. La nuova strategia che stiamo sviluppando prevede l’impiego di scaffold cermici biocompatibili e riassorbibili, in grado di favorire l’attecchimento della popolazione cellulare impiantata e di essere successivamente fisiologicamente eliminati, anche per effetto di enzimi e fattori rilasciati dalle cellule. I risultati fino a qui ottenuti indicano un’eccellente osteoconduzione da parte di entrambi i materiali e nel caso dello scaffold riassorbibile un completo riassorbimento entro due anni”.

Ranieri Cancedda

E’ professore ordinario di Biologia Cellulare nella facoltà di Medicina dell’Università di Genova, dove dirige anche il Laboratorio di Medicina Rigenerativa dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro. Dal 1996 al 2002 è stato Direttore del Dipartimento di Biotecnologie in Oncologia del medesimo istituto e dal 1986 al 1994 professore ordinario di Biologia Generale sempre presso la facoltà di Medicina dell’Università di Genova. In precedenza (1977 – 78) è stato Visiting Scientist al Roche Institute of Molecular Biology, Nutley, New Jersey, Research Associate (1972 – 78) al Department of Microbiology, School of Medicine, Washington University, St. Louis, Missouri (USA). E’ membro della European Tissue Engineering Society (ETES), di cui è stato Presidente dal 2000 al 2003, della International Bone and Mineral Society (IBMS), della International Society for Matrix Biology (ISMB), della European Calcified Tissue Society, della Tissue Engineering Society International (TESi) e della Società italiana per lo studio del connettivo (SISC). E’ autore di oltre 200 pubblicazioni e di circa 200 relazioni a congressi. Le sue principali aree di ricerca sono: biologia cellulare e molecolare della cartilagine e dell’osso; medicina rigenerativa e ingegneria dei tessuti scheletrici e osteobiologia in microgravità.

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