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30 novembre 2005

Non siate immunodeficienti.

Si è tenuta a Roma, il 23 novembre, la presentazione dell’ultimo rapporto annuale delle Nazioni Unite sulla pandemia dell’Aids. Secondo quanto riferitSi è tenuta a Roma, il 23 novembre, la presentazione dell’ultimo rapporto annuale delle Nazioni Unite sulla pandemia dell’Aids. Secondo quanto riferito da Mariangela Bavicchi, Responsabile relazioni con i donatori UNAIDS, i più contagiati dal virus Hiv sono gli eterosessuali, tra cui molte donne sposate, che spesso vengono infettate dai loro stessi mariti. Nel 2005 sono stati registrati cinque milioni di nuovi casi nel mondo, si è passati dai 37,5 milioni del 2003 al picco storico di 40,3 milioni di sieropositivi. Le donne italiane sono tra le più colpite in tutta l’Europa occidentale.
Proviamo ora a dare qualche dettaglio pratico e, spero, utile su questa malattia e sul test che serve per poter vivere la sessualità con serenità.
Il test dell’Hiv, nelle strutture pubbliche, è gratuito ed anonimo.
E’ opportuno effettuare il test quando si è avuto un rischio reale di contagio.
I liquidi che trasmettono il virus sono: sperma, liquido precoitale ( perciò il “coito interrotto” non da nessun tipo di protezione), secrezioni vaginali, sangue, latte materno.
Sono a rischio i rapporti vaginali, anali ed orali, lo scambio di siringhe contaminate, il contatto diretto tra ferite cutanee.
Il test va eseguito sei mesi dopo il contatto a rischio.
Gli esami specifici avvengono tramite prelievo del sangue, e sono il Test Elisa (preliminare) e il Metodo Western Blot (di conferma).
Esiste un numero che può chiarire ogni vostro ulteriore dubbio: “Telefono verde Aids” 800-861061.
Il primo dicembre ricorre la “Giornata mondiale dell’Aids”, prendetevi un minuto di riflessione:
per evitare il tutto, basta mettersi un simpatico cappuccetto di gomma, non siate immunodeficienti, usatelo.

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