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30 novembre 2005

Parma: “Uso degli ogm in alimentazione animale”

Lunedì 5 dicembre, nell’Aula Magna dell’Università di Parma, via Università 12, si terrà il convegno “Uso degli alimenti geneticamente modificati (OGMLunedì 5 dicembre, nell’Aula Magna dell’Università di Parma, via Università 12, si terrà il convegno “Uso degli alimenti geneticamente modificati (OGM) in alimentazione animale”, organizzato dall’Associazione scientifica produzioni animali (ASPA) e dalla Sezione di Scienze degli alimenti e della nutrizione del Dipartimento di produzioni animali, biotecnologie veterinarie, qualità e sicurezza degli alimenti dell’Università di Parma e con il patrocinio della Provincia di Parma.
Obiettivo del convegno, che si aprirà alle ore 9.00, è quello di fare il punto sugli aspetti tecnici, igienico-sanitari e normativi riguardanti l’impiego di OGM nell’alimentazione degli animali di interesse zootecnico.
In apertura porgeranno il loro saluto ai partecipanti il prof. Pierlorenzo Secchiari Presidente dell’ASPA, il prof. Afro Quarantelli, Direttore del Dipartimento di produzioni animali, biotecnologie veterinarie, qualità e sicurezza degli alimenti e il dott. Giancarlo Belluzzi del Ministero della Salute.
Le colture geneticamente modificate attualmente più diffuse a livello mondiale, quali soia, mais colza e cotone, rappresentano le principali materie prime utilizzate nella formulazione dei mangimi per animali da reddito. Dal 2003 al 2004 si è registrata, a livello mondiale, la crescita maggiore dell’ultimo quinquennio (13.3 milioni di ettari ovvero +20%) in termini di superficie investita a colture GM. Di questo aumento la massima parte ha riguardato la coltivazione di mais (+3.8 milioni) e soia (+7.3 milioni). Nel 2004 la soia GM ha superato, per diffusione e commercializzazione, la soia non GM.
Le ricerche scientifiche, oggi disponibili, hanno evidenziato che gli alimenti/colture GM maggiormente diffusi sono sostanzialmente equivalenti ai loro corrispettivi tradizionali, sia dal punto di vista composizionale, sia da quello nutrizionale; inoltre non hanno evidenziato rischi significativi per la salute degli animali.
Accanto a queste considerazioni si sottolinea la necessità di approfondire le ricerche miranti a monitorare in maniera costante l’effetto dell’impiego di ingredienti GM nelle diete animali e la ricaduta sui prodotti da questi ottenuti, anche considerando lo sviluppo futuro di alimenti GM di “nuova generazione” e la peculiarità del nostro sistema agro-zootecnico, nel rispetto del “principio di precauzione”.

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