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23 novembre 2005

Rugby: l’Italia cede ai Pumas argentini

Un’Italia cinica e vivace, ma che a causa di poche e gravi incertezze difensive negli ultimi venti minuti di gara, ha dovuto subire la settima sconfitUn’Italia cinica e vivace, ma che a causa di poche e gravi incertezze difensive negli ultimi venti minuti di gara, ha dovuto subire la settima sconfitta in assoluto contro la consolidata e ferrigna formazione dell’Argentina.
Il secondo test match novembrino è di scena al “Luigi Ferraris”, storico e affascinante impianto sportivo del capoluogo ligure, dove un freddo consistente ha caratterizzato la gara, ma non ha fermato gli oltre ventimila spettatori giunti come sempre da tutta Italia.
Il merito per il primo vantaggio è degli ospiti, che con Tiesi bucano la difesa azzurra al primo vero affondo e si portano avanti di cinque lunghezze. Inizia poi una fase sostanzialmente noiosa dove Contepomi e Pez si combattono a colpi di calci piazzati, ma al 26esimo minuto l’Italia va in meta con una bella giocata dei tre quarti, conclusa da Canale su passaggio di Pez. Dopo la sua trasformazione e un’ulteriore calcio piazzato, l’Argentina con Leonelli va per la seconda volta in meta sfruttando una disattenzione della difesa dei padroni di casa, e si va al riposo sul 16-19.
Alla ripresa degli ultimi 40 minuti di gara, ancora Contepomi allunga di tre punti il vantaggio con l’ennesimo piazzato, ma è grazie al piede fatato di Ramiro Pez che l’Italia torna immediatamente in partita fissando il punteggio sul 22-22. Nel momento più bello, quando i ventimila di Marassi sognano l’impresa, e dove l’incitamento per gli azzurri arriva sino in tribuna stampa, due distrazioni della compagine di coach Berbizier permettono ai Pumas sudamericani di andare in meta con Stortoni prima, e con Aramburu poi, chiudendo di fatto la partita. A nulla basta la composta reazione dei gladiatori italiani, prima con un’azione degna dei mitici All-Blacks dove Pez riparte dalla propria area dei 22 con un “Up&under” per aprire a Canale che galoppa fino alla tre quarti campo, ma poi scivola per vanificare involontariamente il tutto; poi con una “rolling maul” che minacciosa si avvicinava alla linea di meta, conclusasi con un nulla di fatto e trasformandosi addirittura in principio di rissa. Sedati gli animi, il direttore di gara Whitehouse sancisce la fine dell’incontro sul 22-39, e come se nulla fosse italiani ed argentini salutano il pubblico del Ferraris abbracciandosi e congratulandosi l’un l’altro, perché fortunatamente, anche questo è il bello del rugby.

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