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3 novembre 2005

Seminari Filosofia del Diritto

Uni Modena e Reggio Emilia
Nell’ambito del ciclo di seminari su ospitati all’Università degli studi di Uni Modena e Reggio Emilia
Nell’ambito del ciclo di seminari su ospitati all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia il secondo appuntamento propone un approfondimento sull’analisi del sociologo Ludwig Gumplowicz riguardo al rapporto tra razza e conflitto sociale. L’iniziativa venerdì 4 novembre a Modena. Presente la prof. ssa Giovanna Cavallaro.
Proseguono all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia la serie di autorevoli lezioni nell’ambito del decimo ciclo di seminari di teoria del diritto e filosofia pratica, coordinato dal dott. Tomas Casadei, promosse dagli insegnamenti di Filosofia del Diritto, Sociologia del Diritto e Storia del Diritto Moderno e Contemporaneo dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, diretti dal prof. Gianfrancesco Zanetti, dal prof. Francesco Belvisi e dal prof. Carmelo Elio Tavilla.
Gli argomenti affrontanti quest’anno mirano ad approfondire le difficoltà e le problematiche sul piano politico e legislativo per avviare concreti e promettenti processi di integrazione sociale, conseguenti a massicci fenomeni di immigrazione e l’impegno a salvaguardare e rispettare le diverse identità culturali e razziali, nonché l’esigenza di contemperare queste spinte entro un quadro di legalità che non snaturi la storia ed i valori di riferimento dei Paesi di acquisizione per costruire una vera società multietnica sono i temi affrontati.
Raccolti sotto il titolo “Identità, e integrazione sociale” saranno esaminati i nessi problematici tra legge, razza e diritto, con particolare attenzione al contesto statunitense, il primo Paese a doversi confrontare con ingenti ondate migratorie già alla fine dell’ottocento. Ma lo sguardo sarà rivolto con interesse anche al contesto europeo, oggi alle prese con fenomeni e questioni di proporzioni ingenti e per certi aspetti sconosciuti.
“I seminari – avverte il prof. Gianfrancesco Zanetti, ordinario di Filosofia del Diritto all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – terranno come filo conduttore l’opera recentemente curata da me e da Kendall Tomas, che è docente di Diritto Costituzionale alla Columbia University”.
Il secondo appuntamento in calendario proporrà venerdì 4 novembre alle ore 11,30 presso l’Aula IV della Facoltà di Giurisprudenza (via Università 4) a Modena un confronto con la prof. ssa Giovanna Cavallaro dell’Università di Ferrara su “Razza e conflitto sociale nella sociologia di Ludwig Gumplowitz”. L’incontro sarà introdotto dal prof. Francesco Belvisi dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.
L’innovazione più importante che Gumplowitz, un sociologo dell’ottocento, introdusse nell’ambito della sociologia positivistica di A. Comte e H. Spencer è stata la critica del concetto di umanità: l’evoluzione non potrebbe essere spiegata, partendo dal mito dell’unità del genere umano, unico ente che sostiene tutti i fenomeni in un unico schema di evoluzione generale. Substrato dei fenomeni sociali, infatti, non è nè l’astratto individuo nè l’astratta umanità, bensì sono i gruppi etnici eterogenei. E per fondare questa sua interpretazione ricorse alle tesi del “poligenismo”.
Il gruppo sociale diventa l’elemento semplice che G. pone a base della sua concezione dello sviluppo storico e della sua elaborazione del concetto di Stato. La legge necessaria, che governa come una forza della natura i fenomeni sociali, è la lotta: dapprima ogni gruppo etnico tende ad assoggettare e dominare ogni altro gruppo, poi dalla lotta fra le razze si passa alla lotta fra gli Stati e alla lotta fra le classi che costituiscono la società interna allo Stato. G. ridusse così la realtà dello Stato al suo processo genetico. Lo Stato, quindi, non è altro che il potere di fatto, esercitato dal gruppo che è uscito dominante dalla lotta. Ogni gruppo sociale (orda, classe, casta), appunto perchè è il fenomeno sociale elementare, presenta una grande compattezza e organicità: l’individuo è solo un prodotto dell’aggregazione sociale, in lui pensa il suo gruppo, movente delle sue azioni è l’egoismo sociale.
Per gli studenti la partecipazione a tutti i seminari consentirà l’acquisizione di Crediti Formativi Universitari.

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