• Google+
  • Commenta
8 novembre 2005

Università : conoscitori superficiali di tutto e niente!

Quattro anni fa’ partiva “l’utilissima” riforma del 3+2, con mercato dei crediti annesso.
Con il pacchetto 3 anni di base più 2 anni di specializzaziQuattro anni fa’ partiva “l’utilissima” riforma del 3+2, con mercato dei crediti annesso.
Con il pacchetto 3 anni di base più 2 anni di specializzazione, lo studente deve sostenere, in media, più di dieci esami all’anno.
Non c’è tempo. Anche l’istruzione si è adeguata alla velocità del nostro mondo. Forse in un’azienda, velocità vuol dire efficienza, ma nella cultura questa regola non vale. C’è bisogno di riflettere su ciò che leggiamo, su ciò che è stato scritto da grandi uomini, che di sicuro, non avevano il problema della velocità. Diderot e D’Alembert, autori della famosa Encyclopedie, impiegarono venti anni per concludere la loro opera. Fu un tempo lungo ma necessario, perchè riuscirono a riorganizzare in voci, l’intero patrimonio culturale della civiltà occidentale fino ad allora noto.
Ciò significa che l’ingegno, seppur fulmineo, ha bisogno di tempo per trovare un riscontro pratico.
Con quella riforma, l’allora furbissimo Ministro dell’Istruzione ed i suoi esperti, intendevano diminuire il numero di abbandoni dall’Università, consentendo a tutti di raggiungere almeno la laurea triennale ed accelerare anche i tempi d’accesso al mondo del lavoro. Come se la laurea triennale fosse veramente spendibile nel mercato del lavoro!
Ma a parte questo, l’aspetto sottovalutato è che con 3 anni più 2, non solo hanno allungato i tempi, lauree prima quadriennali diventano oggi quinquennali, ma hanno anche scoraggiato persino gli studenti più volenterosi. Infatti per ottenere una laurea “completa” è ora necessario il raggiungimento di 180 cfu ( crediti formativi ) per la laurea triennale e 120 cfu per la magistrale. In poche parole, uno studente, in base a quella riforma, deve sostenere in media 35 esami nei primi tre anni, quindi più di dieci esami all’anno, e circa 20 esami nel successivo biennio magistrale. Il totale è 55 esami in media per una laurea del Nuovo Ordinamento.
È fin troppo ovvio che questo tipo di organizzazione va a discapito dell’istruzione, perché lo studente, per rimanere in regola, è costretto a dedicare non più di dieci giorni allo studio di una disciplina.
Riguardo il problema degli abbandoni poi, certamente far sostenere 35 esami in 3 anni non è la strada migliore per evitare che uno studente perda di vista l’obbiettivo.
Questa università è carente. Non c’è la possibilità di approfondire alcun argomento. È un paradosso che nel luogo preposto alla cultura, ci sia meno propensione, o forse semplicemente meno possibilità e meno tempo, per dedicarsi allo studio reale di una materia. Si pensi al fatto che un corso ha, in media, la durata di sole 30 ore.
Sono convinta che l’istruzione, in Italia, era una tra le poche cose che, almeno nei programmi, poteva funzionare.
In passato lo studente universitario sosteneva pochi esami in un anno ed era più fortunato di noi, non perché avesse meno lavoro da fare, anzi…ma perché aveva la possibilità di diventare veramente un esperto della sua materia, noi invece siamo destinati ad essere dei conoscitori superficiali di tutto e niente. Solo il nostro impegno personale può salvarci dalla mediocre superficialità di questa nuova cultura mediatica.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy