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30 novembre 2005

Università di Macerata: Teatri antichi, un’unione da sponda a sponda

L’Università di Macerata è la seconda in Italia, dopo quello di Bologna, ad avviare una missione archeologica stabile in Albania. L’Ateneo maceratese L’Università di Macerata è la seconda in Italia, dopo quello di Bologna, ad avviare una missione archeologica stabile in Albania. L’Ateneo maceratese è, infatti, uno dei partner principali coinvolti nel progetto Teatri antichi uniti (Tau), che prevede la realizzazione di interventi di carattere scientifico ed infrastrutturale per rendere gli antichi edifici in grado di ospitare attività culturali. Gli ambiti di intervento individuati sono l’anfiteatro di Urbs salvia, il teatro di Falerone, l’anfiteatro di Salona (Spalato), e, appunto, il teatro di Hadrianopoli (Sofratike). E proprio per studiare da vicino le condizioni di quest’ultimo lo scorso ottobre è partito un gruppo di studi guidato da Gianfranco Paci, direttore del Dipartimento di Scienze archeologiche e storiche dell’antichità dell’Università di Macerata, e coordinato dal docente Roberto Perna. Insieme a loro anche due studiosi del Dipartimento di Geomorfologia dell’Università di Camerino.
Incaricati inizialmente della consulenza di carattere archeologico, i ricercatori maceratesi ritorneranno a Sofratike nella Regione di Gijrokaster a primavera per insediarsi in pianta stabile, grazie ai riscontri favorevoli ottenuti dal governo e dalle istituzioni albanesi.
L’area di interesse del progetto ricade al centro della valle del Drino, in un area non urbanizzata identificata con l’antica Hadrianopoli. L’intervento ha il duplice scopo di permettere il riutilizzo del Teatro per la realizzazione di uno spettacolo, e di formare il personale albanese sulla conservazione dei beni culturali attraverso lo scambio di esperienze. Ai lavori iniziali, infatti, hanno partecipato anche studenti dell’Università di Gjirokaster.
“I rapporti che ora vengono allacciati sulla base di comuni interessi scientifici, potranno in un prossimo futuro contribuire alla sviluppo economico del territorio albanese e costituire forti legami tra l’Italia e i Paesi dell’est Europa – sottolinea Gianfranco Paci -. Lo scambio di risorse umane e i contatti diretti tra le persone costituiscono il miglior ponte tra le culture”.

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