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16 novembre 2005

Universitàdi Trento: mortalità suicidaria,statistiche e la realtà del fenomeno

Un seminario per promuovere il dialogo tra l’Università di Trento e le istituzioni presenti sul territorio su un tema di forte attualità nel mondo delUn seminario per promuovere il dialogo tra l’Università di Trento e le istituzioni presenti sul territorio su un tema di forte attualità nel mondo del disagio sociale: il suicidio. Questo pomeriggio, alle 17, presso la sala professori della Facoltà di Sociologia, il gruppo di lavoro “Alla ricerca delle menti perdute”, coordinato da Casimira Grandi, docente di Storia sociale presso la Facoltà di Sociologia, presenterà la relazione “Le rilevazioni statistiche sulla mortalità suicidaria e la realtà del fenomeno” del demografo Augusto Ascolani, docente di Demografia presso la Facoltà di Economia dell’Università di Trento, con gli interventi dello psichiatra Ermanno Arreghini.
Si tratta di un incontro che assume particolare rilievo, soprattutto alla luce del crescente numero di casi di suicidio registrati nella nostra regione in questi ultimi anni, e sarà occasione per riflettere e per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo drammatico problema sociale. Avvalendosi delle testimonianze di psichiatri ed operatori sociali, di sociologi della devianza, dell’educazione e di statistica sociale, nonché della partecipazione di biblisti, filosofi, storici e della dottoressa Anna Maria Maggio, vice questore aggiunto del Compartimento di Polizia postale e delle Telecomunicazioni per il Trentino Alto-Adige.
Negli ultimi sette anni il gruppo di lavoro “Alla ricerca delle menti perdute” ha promosso diversi progetti e campagne d’informazione per permettere una maggiore conoscenza e quindi diagnosi e cura di questa patologia di rilevanza sociale. Il seminario “Le rilevazioni statistiche sulla mortalità suicidaria e la realtà del fenomeno” si inserisce all’interno del calendario di incontri che hanno avuto inizio nel novembre 2004 e che proseguiranno negli appuntamenti dei mesi di febbraio, marzo, aprile e maggio 2006 aventi oggetto il linguaggio del suicidio, il rapporto tra internet e suicidio, il “sociale fragile” e il legame tra suicidio, società e medicina.

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