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12 dicembre 2005

Adriano affonda il Milan e la Juve se ne va

Il derby della Madonnina era la partita di cartello della 15’ giornata, l’Inter ne esce vittoriosa grazie ad un gol di Adriano in pieno recupero, intaIl derby della Madonnina era la partita di cartello della 15’ giornata, l’Inter ne esce vittoriosa grazie ad un gol di Adriano in pieno recupero, intanto la Juventus umilia il Cagliari rifilandogli un poker e allunga il distacco dalla seconda (ben dieci punti: mai a questo punto del torneo si era registrato un simile distacco). La 15’ giornata passa alla storia anche per i fatti di Livorno; le ideologie politiche dovrebbero essere un qualcosa di estraneo alla semplicità del giuoco del calcio: bisognerebbe spiegarlo anche a Paolo Di Canio.
Inter-Milan ha offerto emozioni a non finire, 3-2 per i nerazzurri il risultato finale. Dopo 10 derby casalinghi senza vittorie, l’Inter torna al successo nella stracittadina. A fare la partita è proprio la beneamata, con Veron e Cambiasso a dirigere il traffico in mezzo al campo, che provano, di tanto in tanto, a innescare le mine Adriano e Martins, sarà proprio il nigeriano a procurarsi il calcio di rigore che Adriano trasformerà al 24’. Calcio di rigore che francamente non ho visto, piuttosto è stato Martins a commettere fallo su Nesta. A questo punto il Milan prova a reagire anche se non riesce a rendersi veramente pericoloso, così ci pensa di nuovo l’arbitro Messina a risolvere la situazione regalando un calcio di rigore ai rossoneri: è il 38’, Schevchenko dal dischetto è implacabile: 1-1, sia nel risultato, sia per quanto riguarda i favori arbitrali. Si va a riposo con la sensazione che l’Inter avrebbe meritato qualcosa in più. Al ritorno in campo il copione non cambia; l’Inter fa la partita, il Milan si difende bene: i ritmi sono elevatissimi e la partita si incattivisce (vedi scambio di opinioni tra Veron e Kakà). Al 60’ l’Inter si porta nuovamente in vantaggio, punizione al veleno di Adriano, Dida non trattiene e Martins tutto solo realizza il più facile dei gol. Il Milan reagisce a testa bassa, tutti in attacco, entra anche Vieri, fischiatissimo ex. Sarà Stam,a sette minuti dalla fine, a realizzare con un poderoso colpo di testa il gol del 2-2. Sembra finita, ma Adriano non la pensa così e colora il derby di nerazzurro: al 91’ insacca di testa in seguito ad un calcio d’angolo, il Milan subisce l’ennesimo gol da calcio da fermo e l’Inter gioisce scavalcandolo in classifica. Gioisce anche la Juve: il risultato del derby era il meglio che potesse chiedere, adesso al secondo posto non c’è più il Milan, ma l’accoppiata Inter-Fiorentina a ben dieci punti di distanza. I bianconeri si sono sbarazzati di un Cagliari troppo debole che ha resistito ai campioni in carica solo dieci minuti, tanti ne sono bastati a Nedved per aprire le marcature. Finirà 4-0, gli altri gol sono di Trezeguet (doppietta) e Vignati (autogol). Intanto, nell’anticipo di sabato la Fiorentina vince di misura contro un Treviso arcigno (1-0); i viola si rialzano dopo la sconfitta con la Juve e dimostrano di saper vincere anche soffrendo, proprio come fanno le grandi squadre. Questo gruppo andrà lontano, bravo Prandelli che ha avuto il merito di dare nuova linfa a giocatori come Brocchi, Fiore (autore del gol-vittoria) e Frey, è stato bravo anche a puntare su giovani come Pasqual e Donadel (entrambi meritano la Nazionale maggiore) e ha avuto la fortuna di avere in squadra un bomber come Toni (Zamparini si sta ancora mangiando le mani per averlo ceduto). A tre punti dalla zona Champions troviamo il Livorno, che ha vinto 2-1 contro la Lazio in uno scontro dal sapore di Europa. Purtroppo le vicende calcistiche scivolano in secondo piano quando si affrontano queste due squadre: le due curve sono dichiaratamente, l’una di estrema sinistra (Livorno)e l’altra di estrema destra (Lazio). Come da previsione ci sono stati disordini tra tifosi e forze dell’ordine, ma ciò che è grave è l’atteggiamento di Paolo Di Canio, quando, nell’uscire dal campo, saluta i propri tifosi con il saluto romano, contribuendo ad aumentare ancora di più la temperatura già rovente di suo. Un calciatore professionista deve pensare a giocare, e se proprio ha voglia di esternare le proprie ideologie, lo facesse in altre sedi, comportamenti del genere meritano la squalifica, oltre al divieto di giocare per sempre partite contro il Livorno. Lasciando da parte il contorno, la partita del Picchi ha offerto parecchie emozioni e momenti di buon calcio. Di fronte c’erano due squadre in salute e il campo lo ha dimostrato. I padroni di casa sono partiti benissimo, spingendo con convinzione per una decina di minuti. Poi è uscita la Lazio, che si è resa pericolosa con Di Canio e Tare, costruendo le uniche vere occasioni di un primo tempo senza reti. I gol arrivano tutti nel secondo tempo: al 63’ De Ascentis porta in vantaggio il Livorno, dopo un minuto pareggia Pandev e a dieci minuti dal termine ci pensa Lucarelli, con la collaborazione di Peruzzi, a fissare il risultato sul 2-1. La Lazio avrebbe meritato almeno il pareggio ma ha trovato di fronte un super-Amelia a negargli più volte il gol. Battuta d’arresto per il Chievo, sconfitto 2-0 a Messina (Di Napoli e Zampagna) e che si è visto annullare un gol dopo oltre un minuto e mezzo dalla convalida (forse abbiamo assistito al primo caso di moviola in campo, altrimenti non so spiegarmi come il guardalinee abbia cambiato idea). La Sampdoria ottiene un punto prezioso a Parma (1-1) e sale al 6’ posto. All’Olimpico Del Neri fa lo scherzetto alla sua ex squadra e la scavalca in classifica ( Roma-Palermo 1-2), i padroni di casa possono gioire per Cassano, ancora una volta in gol e autore di una buona prestazione. 3 punti d’oro per il Lecce, che va a vincere ad Udine (1-2) grazie alla doppietta di uno scatenato Vucinic; adesso la panchina di Cosmi scotta. Il Siena ha vinto il derby con l’Empoli (1-0) e allunga dalla zona retrocessione. Infine segnaliamo l’1-1 tra Ascoli e Reggina, un punto che sta meglio ai calabresi.

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