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5 dicembre 2005

Aids: informazione, prevenzione e ricerca

Il World AIDS Day è l’appuntamento internazionale dedicato alla lotta contro l’AIDS. Ogni anno, il 1 dicembre, si fa’ il punto della situazione su quIl World AIDS Day è l’appuntamento internazionale dedicato alla lotta contro l’AIDS. Ogni anno, il 1 dicembre, si fa’ il punto della situazione su questa croce del XX secolo.
Istituita dall’OMS e dall’ONU nel 1988, e giunta ormai alla quindicesima edizione, la giornata si celebra in tutto il mondo con l’organizzazione di iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica ed informarla sulla cura e la prevenzione.
Oggi tutte le nazioni sono impegnate nella lotta contro questa malattia. Si pensi che dal 2003, hanno l’obbligo di adottare una legislazione mirata ad implementare strategie e risorse per combattere l’AIDS e le discriminazioni, migliorando anche il sistema di accesso alle cure. (Dichiarazione d’Impegno della Nazioni Unite” dell’ONU).
Forse molti lo ignorano, ma anche l’Italia non è immune da questo problema. Secondo l’Istituto Superiore della Sanità, il 1982 è l’anno che ha segnato l’ingresso della malattia nel nostro paese. Si verificarono 53.000 casi, di cui 34.000 decessi. Da allora, sono stati fatti passi in avanti sia nella ricerca che nella sensibilizzazione. In Italia, i malati di AIDS sono in netto calo. E’ stata molto importante l’introduzione di terapie combinate, a base di farmaci retrovirali, che hanno consentito l’aumento del tempo d’incubazione del virus e la sopravvivenza delle persone con infezione HIV.
Le ultime terapie a base di inibitori della proteasi e della trascrittasi (enzimi indispensabili alla replicazione del virus) hanno permesso che il periodo di passaggio dalla sieropositività alla forma conclamata, si allungasse fino a 15 anni.
Le modalità di contagio del virus sono cambiate. In passato, si era convinti che solo i tossicodipendenti potessero contrarre la malattia attraverso la somministrazione di droghe per via endovenosa. Oggi, gli ultimi dati, mostrano invece, che la principale modalità di contagio sono i rapporti sessuali. Nel 40% dei casi, le vittime del virus sono eterosessuali, nel 20% sono omo-sessuali e nel 35% si tratta di tossicodipendenti.
Mentre in Italia la situazione è controllabile, nel resto del mondo questo virus dilaga. Secondo i dati elaborati dal Joint United Nations Programme on HIV/AIDS (UNAIDS) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, 5 milioni di persone nel 2003, sono state infettate dall’HIV e 3 milioni ne sono morte.
Il dramma reale è che tra questi milioni di persone, 2,5 milioni sono bambini al di sotto dei 15 anni. Le zone più colpite purtroppo, sono anche quelle più sfortunate e povere della terra. Nell’Africa sub-sahariana, 14.000 individui contraggono il virus ogni giorno.
Un passo fondamentale da compiere è quindi verso i paesi poveri, consentendo loro l’accesso alle cure e continuando con le campagne su prevenzione e informazione.
Non bisogna mai abbassare la guardia ed è necessario continuare sulla strada della ricerca scientifica.
Non meno importante è poi, la comunicazione anche nel mondo occidentale, trasmettendo ai giovani la consapevolezza che l’AIDS colpisce ancora.

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