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6 dicembre 2005

Altro che calcio, ecco quelli che…gli altri sport

Ultima nazione in ordine di tempo a dichiarare l’amor finito verso il “pallone” è la Croazia: la recentissima vittoria della Coppa Davis di tennis è sUltima nazione in ordine di tempo a dichiarare l’amor finito verso il “pallone” è la Croazia: la recentissima vittoria della Coppa Davis di tennis è stata seguita e festeggiata in maniera totalmente maggiore rispetto al 1998, quando la nazionale di calcio guidata dal bomber Davor Suker si piazzò clamorosamente al terzo posto dietro Brasile e Francia. Ascolti televisivi alle stelle, ricchi sponsor, e due giorni di festa nelle piazze di tutta la nazione: così, anche dal punto di vista statistico è stata bissata la semifinale dei mondiali calcistici dove il Paese croato festeggiò l’impresa storica nonostante l’eliminazione in semifinale dalla Francia, lanciata poi verso il titolo iridato.
Gli stessi transalpini, anche se non stanno abbandonando del tutto il calcio, stanno però notevolmente cambiando gusti sportivi. La situazione in Francia è differente: pensate che una partita del campionato nazionale di rugby – per la cronaca Stade Francaise contro Tolosa – giocata appunto allo Stade de France, ha avuto più spettatori presenti nel mega impianto di Parigi, che nella finale dei mondiali di calcio del ’98! L’evento si è piazzato automaticamente in testa alla classifica delle manifestazioni sportive più seguite nella storia del Paese d’oltralpe, e pensate che tra due anni la Francia ospiterà proprio i mondiali di rugby.
Restando in tema rugbistico, sono da ricordare i lunghi festeggiamenti del popolo inglese dopo la conquista del mondiale nel 2003: una giornata di festa nazionale e una settimana intera di parate, feste, sfilate e giri d’onore per il regno da parte degli eroi d’oltremanica. I tabloid inglesi dichiararono poi, che addirittura nemmeno per la vittoria del mondiale di calcio negli anni ’60 si riversò in strada una così ingente quantità di persone per festeggiare una nazionale.
Da noi la situazione non è così confusionaria: il calcio resta la “malattia” dell’italiano medio, ma negli ultimi anni una moltitudine di problemi relegati al mondo del pallone, stanno creando una sorta di crisi del calcio, dai fallimenti di società importanti, al decremento preoccupante degli spettatori alla domenica negli stadi.
Chissà cosa scriveremo fra qualche anno.

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