• Google+
  • Commenta
6 dicembre 2005

Bocconi: Google, l’impresa che si è fatta verbo

Esce domani in Italia, a soli venti giorni dalla pubblicazione negli Stati Uniti, Google Story (di David Vise e Mark Malseed, Egea, Milano, 300 pagineEsce domani in Italia, a soli venti giorni dalla pubblicazione negli Stati Uniti, Google Story (di David Vise e Mark Malseed, Egea, Milano, 300 pagine, 19 euro), la prima storia del fenomeno Google basata sull’accesso diretto a fondatori, manager, insider e analisti finanziari, scritta da un Premio Pulitzer (Vise) e da un assistente di Bob Woodward al Washington Post (Malseed).
Scritta con il dettaglio e la meticolosa raccolta di dati propri del grande giornalismo americano di inchiesta, Google Story si basa sulle interviste a oltre 150 persone, innumerevoli registrazioni video e audio e migliaia di pagine di documenti pubblici e privati.
Fino a quando Larry Page e Sergey Brin, i due fondatori di Google, non sono stati costretti a rendere pubblici i risultati economici della loro creatura in vista della quotazione in borsa nell’agosto 2004, il mondo non si era reso conto di che macchina da soldi fosse la loro impresa.
E invece, tra lo scetticismo di chi riteneva i motori di ricerca intellettualmente interessanti ma economicamente irrilevanti, la semplice idea di accostare ai risultati della ricerca, nella parte destra dello schermo, annunci pubblicitari correlati alle parole chiave digitate aveva fruttato, nel 2003, 1,5 miliardi di dollari e ne avrebbe portati nelle casse della società 3,2 nel 2004 e 2,6 nei primi sei mesi del 2005. Non solo, accordando parte degli introiti pubblicitari ai siti disposti a inserire nelle proprie pagine un riquadro Google, dal quale consultare il motore di ricerca, la società ha messo in moto un nuovo modello economico, la Google economy, che consente anche ai piccoli editori online di fare reddito senza organizzare una rete di distribuzione pubblicitaria.
Brin e Page erano compagni di PhD alla Stanford University. Gli interessi di Brin nel data mining (le tecniche capaci di dare significato informativo a grandi quantità di dati disordinati) e l’ossessione di Page, che a metà degli anni ’90 era convinto di poter scaricare l’intera Rete sul proprio personal computer in una settimana, diedero il via a una delle imprese che hanno maggiormente segnato la vita di tutti i giorni di decine di milioni di persone fino a diventare, con le parole di Vise e Malseed, “un’estensione delle nostre menti”. Google, per far funzionare il motore di ricerca, oggi replica e indicizza il web su una rete di 100.000 computer personalizzati e gestiti da un software appositamente sviluppato, che costituiscono uno dei segreti meglio custoditi di Silicon Valley e dell’intera economia americana.
Se il successo di alcune imprese ha trasformato il loro marchio in un sostantivo, Google è diventato addirittura un verbo. In inglese “to google” significa “cercare su Internet” e i due fondatori si pongono, ormai, l’ambizioso traguardo di mettere a disposizione di tutti l’intero scibile umano in una forma immediatamente utilizzabile.
Si spiegano così il progetto di digitalizzazione del patrimonio librario che fa tanto discutere in queste settimane, e che viene illustrato nel dettaglio dal libro, e la collaborazione con diversi laboratori di biologia per rendere disponibile e ricercabile il patrimonio genetico dell’umanità.
Dopo il collocamento in borsa, il 24 agosto 2004, a 85 dollari per azione, il mercato ha premiato Google in modo spettacolare. I due autori hanno fatto in tempo a notare che l’azione Google, nell’estate 2005, ha superato la soglia dei 300 dollari, ma già il 17 novembre ha sfondato il tetto dei 400 e, oggi, vanta una capitalizzazione di borsa di più di 120 miliardi di dollari.
Con tante risorse a disposizione si è tentati di prendere sul serio anche la profezia di Brin, con la quale si chiude il volume: «Nel futuro, magari attaccheremo una piccola versione di Google direttamente al cervello. Sarà disponibile in vari stili e versioni, e avremo accesso immediato a tutta la conoscenza del mondo, il che non è niente male».

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy