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7 dicembre 2005

I maestri dell’illustrazione per l’infanzia

Pochi temi coinvolgono tutti in così in profondità come quello dell’acqua.
Per alcuni si tratta solo della più nota delle formule chimiche o della
Pochi temi coinvolgono tutti in così in profondità come quello dell’acqua.
Per alcuni si tratta solo della più nota delle formule chimiche o della componente maggiore del peso corporeo umano, per alcuni di un incubo, per troppi di un miraggio, per tutti è simbolo stesso della vita. Non stupisce quindi che l’acqua connoti credi, tradizioni, miti e riti di ogni tempo e di ogni angolo del pianeta. Sarà anche per questo richiamo profondo, ancestrale, che già prima di aprire i battenti la mostra padovana ha esaurito ogni fascia di visita-laboratorio per le scuole. Nessun problema invece per visitatori singoli e per le famiglie ma anche per le stesse scolaresche in lista di attesa e per altre che sicuramente si aggiungeranno ancora, gli organizzatori stanno mettendo a punto nuovi spazi che consentano di ospitare ulteriori postazioni degli ormai famosi (e richiestissimi) laboratori che accompagnano ogni visita, in modo da poter riaprire presto le prenotazioni. La mostra stessa è oggetto di prenotazioni da parte di numerose città italiane per cui è destinata a “viaggiare” a lungo per tutta la penisola.
In molte cosmogonie antiche l’acqua è la fonte di ogni forma di vita e costituisce il supporto della creazione, è l’elemento indispensabile al nutrimento, è la fonte che disseta. San Francesco la chiamava “Sorella acqua”, ma, da sempre risorsa fondamentale per i popoli della terra, l’acqua e la sua simbologia hanno dato vita a un ricco e variegato mondo immaginifico popolato di divinità, miti, leggende, luoghi sacri e figure misteriose che incarnano di volta in volta gli aspetti particolari di questo elemento e la sua centralità nella vita dell’uomo.
Ma accanto all’immagine vivificante, nei testi sacri e nei miti ritroviamo anche quella dell’acqua terrificante, manifestazione del male, simbolo della punizione dell’uomo da parte della Divinità. Così come nella Bibbia le grandi acque annunciano prove e calamità – il Diluvio Universale – anche nei miti dell’area del Pacifico tutti i peccati vengono cancellati dall’acqua che dissolve le forme. Acqua purificatrice dei peccati anche nei rituali di iniziazione di molte religioni, con aspersioni e immersioni: il Battesimo per i cristiani, il bagno nel Gange per gli induisti, le abluzioni prima della preghiera per Ebrei e Musulmani.
Ma oltre ai significati strettamente legati alla sfera del Sacro questa terza edizione della rassegna intende anche porre l’attenzione alle attuali problematiche legate al “Pianeta Acqua”, bene prezioso da tutelare e risorsa sempre più scarsa specie nei paesi più poveri del Terzo Mondo. Proprio per queste molteplici valenze il tema dell’Acqua è sempre stato motivo sul quale gli artisti si sono misurati, raffigurandola in ogni sua condizione: silenziosa, in movimento, straripante. E per questa edizione de “I Colori del Sacro” l’acqua è stata ripensata dai numerosi artisti invitati nella sua accezione storica e legata al contesto religioso, e in relazione ai suoi molteplici significati. Così come alcuni artisti non hanno potuto rinunciare a raffigurare il diluvio e la mitica arca con il progenitore Noè, quali Junakovic (Croazia) che vuole un’arca dove il colore scontato dell’acqua scompare per lasciare il posto ad un arancio popolato da mille animali; la messicana Arvizu nella bidimensionalità del mare e dell’arca ci invita a trovare una prospettiva reale alla pace del dopo tempesta; Brunello ne propone un’edizione in bianco e nero; e si avverte ad esempio l’umidità fluviale nelle forme acquerellate del Mosè salvato dalle acque di Giovanni Manna. E ancora le acque bibliche del Nuovo Testamento hanno un accento diverso, più misurato e simbolico nell’evocazione di Giuliano Ferri con lo spirituale Battesimo di Cristo e l’esuberante pesca miracolosa e da altri importanti artisti che hanno già affrontato il tema in volumi pubblicati da note case editrici. Con le loro incantevoli atmosfere cromatiche Loujaina Al-Assil (Siria) ed Elham Asadi (Iran) ci parlano della fonte ZamZam, uno dei simboli religiosi che si trovano alla Mecca, presso la quale i pellegrini bevono l’acqua della fonte per ricordare la storia di Hajar e Ismael. Nelle acque mitologiche del Mare nostrum si perde l’Ulisse di Arianna Papini, mentre il Nettuno del russo Daniloff ci travolge con le sue irascibili onde antropomorfiche.
Nelle acque di altre latitudini incontriamo Iemanjà, rainha do mar, divinità marina del Candomblé (Marilda Castanha, Brasile) e Olokun, altra dea marina di un antico mito africano (Roberta Arenson, USA). E tra gli artisti non potevano mancare Emanuele Luzzati, l’indimenticabile Stepan Zavrel, Alessandra Cimatoribus, Gianni De Conno, Eric Battut. Anche questa edizione della mostra è organizzata dal «Messaggero di sant’Antonio» e dal Museo Diocesano di Padova in collaborazione con la Fondazione Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia «Štěpán Zavřel» di Sàrmede, ed è curata da Massimo Maggio e Andrea Nante.
A corredo della rassegna un esaustivo catalogo di 250 pagine che, oltre a raccogliere le tavole esposte firmate dai più accreditati illustratori internazionali per l’infanzia, si arricchisce per questa edizione di un racconto composti per l’occasione della scrittrice Paola Mastrocola, due volte vincitrice del Premio Campiello. Come ormai da consuetudine la mostra, dopo l’esposizione padovana, inizierà un’itineranza che la porterà in decine di città italiane ed europee ed è significativo che ciò avvenga sulla scia del tour nel mondo, appena concluso, delle opere esposte nella precedente edizione.

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