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5 dicembre 2005

Il valore della vita

Oggi cinque dicembre la vita di un uomo si è spenta nell’indifferenza generale di un grande pronto soccorso romano. Si trattava di un anziano e solo bOggi cinque dicembre la vita di un uomo si è spenta nell’indifferenza generale di un grande pronto soccorso romano. Si trattava di un anziano e solo barbone polacco. Un’ambulanza l’aveva raccolto nella tarda serata di ieri tra i cartoni sporchi su di una panchina agonizzante e gelato dal freddo pungente, e l’aveva trasportato nella più vicina struttura ospedaliera. Qui è morto. Il suo odore, il suo vomito e i suoi continui lamenti infastidivano gli altri pazienti seduti nel corridoio. Così è stato disposto che fosse portato su di una barella fuori dall’entrata, lì dove ha trascorso, malato e dimenticato da tutti, l’intera notte con l’unica compagnia di una telecamera esterna che ha ripreso ogni cosa: ogni minuto delle lunghe ore di sofferenza fino all’ultimo respiro. Una vita di stenti e privazioni terminata nella più grande delle umiliazioni: essere invisibili. Non ci sono parole. Quanto vale oggi la vita di un uomo? Se non fosse stato un barbone sarebbe stato questo il trattamento riservatogli? Vergogna. Questo è ciò che provo ad essere cittadino d’Italia.

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