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19 dicembre 2005

“ Istituto Cutuli”: una speranza per l’Afghanistan

Sono passati ormai 5 anni da quel maledetto 19 Novembre 2001,
nel quale venne brutalmente uccisa Maria Grazia Cutuli, giornalista siciliana di soli 3Sono passati ormai 5 anni da quel maledetto 19 Novembre 2001,
nel quale venne brutalmente uccisa Maria Grazia Cutuli, giornalista siciliana di soli 39 anni,
inviata del “Corriere della Sera”.
Da semplice redattrice della testata milanese,entra a far parte
della schiera di inviati in territorio afgano dove, solo per compiere il suo lavoro, raccontare la guerra di un paese disperato, perde la vita insieme ai suoi collaboratori: Carlos Fuentes, il fotografo Azizullah e l’operatore australiano Harry Burton.
Oggi, quello stesso scenario di strade polverose e violente,
vede nascere e svilupparsi una nuova speranza. Nel futuro di tutte quelle donne,figlie di una terra che fin’ora ha donato solo morte, distruzione e povertà, è nata una nuova realtà: la scuola “Maria Grazia Cutuli”.
Si tratta di un Istituto creato con l’aiuto dell’Intersos e i fondi di Hdp, Rcs e Fondazione Bnc, dalla ristrutturazione del vecchio Istituto femminile di Maimana Est. Così, circa 4 mila allieve dai sei ai diciannove anni e 117 insegnanti, possono dimenticare
dalle 6 del mattino fino alle 18 di sera, di vivere in una cittadina della profonda provincia, immersa nel fango e priva di fognature ed elettricità, come del resto gran parte dell’intero Afghanistan.
Gulalay,donna afgana di 62 anni e preside dell’Istituto afferma:
“Pochi qui conoscono la storia della vostra giornalista, ma tante donne le sono vicine perché siamo state tutte vittime dei talebani.Come lei”.

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