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3 dicembre 2005

La Juve Stabia trasloca in Libia

Non ci fanno giocare in Italia? Non c’è problema, ce ne andiamo in Libia! Così avrà pensato il presidente della Juve Stabia Paolo D’Arco. Il quale, coNon ci fanno giocare in Italia? Non c’è problema, ce ne andiamo in Libia! Così avrà pensato il presidente della Juve Stabia Paolo D’Arco. Il quale, con una lettera scritta di suo pugno, ha osato scomodare nientemeno che il dittatore libico Muhammar Gheddafi, per chiedergli “asilo politico” nel suo Paese, data l’inagibilità del proprio stadio, sancita dal prefetto, e il diniego di altri impianti per lo svolgimento delle partite interne di campionato.
Ricapitolando, il 14 novembre scorso, il prefetto di Napoli, con una sentenza, aveva proibito la disputa degli incontri di calcio allo stadio “Menti” di Castellammare di Stabia, finchè non sarebbero state superate “le carenze strutturali analiticamente segnalate dal questore di Napoli il 7 novembre scorso”. Nella fattispecie, il questore aveva denunciato la mancata realizzazione di diversi lavori commissionati all’Amministrazione comunale per l’adeguamento dello stadio ai parametri di sicurezza prescritti dal decreto Pisanu, tra cui l’impianto di videosorveglianza e le opere di irrobustimento della recinzione del terreno di giuoco. A sollecitare la Prefettura di Napoli ad adottare questo provvedimento erano state le agitazioni avvenute nel corso delle gare del 28 agosto, del 2 e del 23 ottobre, a causa delle quali la società campana aveva già dovuto traslocare a Latina il 12 novembre per la gara contro la Lucchese, essendole stato squalificato il campo per una domenica. Ma adesso, con il “Menti” ancora fuori gioco per diverse settimane, e data la difficoltà di rinvenire sedi alternative per le prossime partite, il presidente Paolo D’Arco ha deciso di domandare assistenza al leader libico, la cui famiglia ha ormai da tempo relazioni con il mondo del pallone. Il figlio del colonnello, Al Saadi, infatti, è un calciatore dell’Udinese, nonchè un ex azionista della Juventus e in Libia, tra l’altro, si è anche disputata la finale della Supercoppa italiana, tre edizioni fa.
Questo il contenuto integrale della missiva:
“In seguito ad una, per noi assurda, ordinanza del Prefetto della Provincia di Napoli Renato Profili, non possiamo disputare le gare casalinghe nel nostro stadio. Uno stadio che in base all’ordinanza del Prefetto di Napoli di cui sopra, è oggi oggetto di lavori. Nessuno è disponibile a metterci a disposizione un campo di calcio e, quando le società sportive sembrano intenzionate a mettercelo a disposizione, sono le disposizione di vari questori, prefetti e rappresentanti di istituzioni locali, che rifiutano di ospitarci per garantire l’ ordine pubblico a impedirci di trovare una struttura che ci ospiti. Stranamente, la motivazione è che anche alcune di queste strutture hanno carenze strutturali, le squadre locali possono però disputarvi regolarmente le gare ufficiali dei rispettivi campionati, noi no. La prossima gara che avremmo dovuto disputare nel nostro stadio, sarebbe stata la partita valevole per la 14° Giornata di Campionato tra la nostra squadra, la Juve Stabia e il Manfredonia Calcio. A oggi, 1 dicembre 2005, nessuna città o prefettura sembra essere disposta a farci disputare tale gara. Per tanto, conoscendo l’amore, per il calcio, della Sua famiglia, Le chiediamo di ospitarci nel suo Paese per queste quattro o cinque gare che dovremmo disputare lontano dal nostro stadio e senza avere a disposizione altre strutture, cominciando dalla gara di Domenica 4 dicembre 2005 contro il Manfredonia. Le assicuro che i miei concittadini sono ottimi turisti e seguono con amore la loro squadra ovunque (questo bisognerebbe verificarlo, ndr). Le rivolgiamo questa preghiera sicuri di ottenere quello che nella democratica Italia viene negato con una violenza senza pari verso la mia Società e verso migliaia di cittadini stabiesi non violenti. RingraziandoLa anticipatamente, confidando in un Suo positivo riscontro, colgo l’occasione per porgerLe i miei più cordiali saluti.
In Fede
Il Presidente della Società Sportiva Juve Stabia
Paolo D’Arco.”
Per la cronaca, dopo lo stadio “Giraud” di Torre Annunziata, dove si è giocato l’1 dicembre l’incontro di Coppa Italia con l’Acireale, ad ospitare le vespe, per il match di campionato contro il Manfredonia del 4 dicembre, sarà lo stadio “A. Bianco” di Gallipoli, dopo che, con una decisione giunta a sorpresa nel tardo pomeriggio di giovedì, l’Amministrazione Comunale di Latina ha negato l’utilizzo dello stadio “Francioni” per la disputa della partita stessa.

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