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1 dicembre 2005

L’Aquila: emanati i bandi per la progressione di carriera del personale

La procedura coinvolgerà circa 400 unità di personale e si inserisce nel programma di progressiva valorizzazione del personale tecnico-amministrativo La procedura coinvolgerà circa 400 unità di personale e si inserisce nel programma di progressiva valorizzazione del personale tecnico-amministrativo dell’Ateneo aquilano.
Sono stati emanati in questi giorni i bandi per le progressioni orizzontali e verticali del personale tecnico-amministrativo dell’Università dell’Aquila. La procedura coinvolgerà potenzialmente circa 400 unità di personale grazie all’offerta di 91 possibilità di progressione verticale, di cui 43 in categoria C, 40 in categoria D, e 8 in categoria EP.
“Tra i punti fondamentali che avevo individuato nel mio programma rettorale – ha spiegato il rettore Ferdinando di Orio – la valorizzazione del personale rappresentava una precisa priorità, che avrebbe dovuto concretizzarsi nell’applicazione tempestiva ed efficiente del contratto anche riguardo la mobilità interna. Era dunque per me un impegno preciso assunto nei confronti del personale tecnico-amministrativo. Pur in un periodo di limitate risorse finanziarie, siamo riusciti a determinare le condizioni per una procedura, la cui novità si può cogliere meglio, se confrontata con l’ultima mobilità del 2001 che riguardava solo il personale di categoria C per tre posti in categoria D ed il personale di categoria D per 5 posti in categoria EP”.
Dopo una fase di ascolto delle esigenze e delle istanze del personale rappresentate anche attraverso le Organizzazioni Sindacali, sono stati individuati i criteri di selezione, basati sui titoli, il cui valore pesa per il 30%, e su una prova valutativa da effettuare al termine di un corso-concorso. Le materie oggetto del corso derivano dall’esame delle proposte di attività di formazione avanzate dallo stesso personale tecnico-amministrativo mediante questionari diffusi nelle strutture di Ateneo nel corso del 2005.
“E’ questo il risultato – ha spiegato ancora di Orio – di una necessaria e ponderata mediazione tra l’esigenza di riconoscere la formazione e l’attività svolta nel corso degli anni e quella di individuare le attitudini e le capacità necessarie per lo svolgimento di funzioni legate alle categorie superiori”.
“Questa procedura – ha concluso di Orio – rappresenta il doveroso riconoscimento della preziosa e insostituibile funzione svolta da personale tecnico-amministrativo, che rende possibile l’interrelazione tra studenti e docenti nella ricerca e nella didattica e quindi l’attività accademica stessa come dimensione unitaria e indivisibile”.

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