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9 dicembre 2005

L’ombra e il silenzio

Lunedì 12 dicembre alle ore 18,00 alla Sala InfoPoint Europa in piazza Amendola sarà presentato il volume di Marco Alfano, L’OMBRA E IL SILENZIO. GAETLunedì 12 dicembre alle ore 18,00 alla Sala InfoPoint Europa in piazza Amendola sarà presentato il volume di Marco Alfano, L’OMBRA E IL SILENZIO. GAETANO FORTE – STANISLAO LISTA – ANTONIO MANCINI, pubblicato dalle edizioni 10/17 di Salerno. All’incontro, cui interverranno Ermanno Guerra, Assessore alle Politiche Culturali, e Vito Caponigro, Presidente dell’Ente Provinciale per il Turismo, ne parleranno con l’autore Massimo Bignardi e Giuseppe Cacciatore; moderatore della serata Marcello Napoli.
L’ombra e il silenzio segnano la fortuna critica di due artisti salernitani ai quali sono dedicati i primi saggi di questo libro: Gaetano Forte (1790-1871) e Stanislao Lista (1824-1908), figure restituite dall’autore alla storia dell’arte dell’Ottocento italiano. Tale oblio si chiarirà considerando la preferenza esclusiva accordata dalla critica ad un’indagine “verticale”, scandita cioè da figure ritenute esemplari, oppure all’analisi oggettiva del dato, lasciando in ombra possibilità ulteriori, già avviate in altre discipline umanistiche, come la lettura iconologica di fatti culturali ed artistici linguisticamente articolati. A questa metodologia guarda in particolare l’ultimo saggio sulle opere giovanili di Antonio Mancini (1852-1930), valendosi di un inedito riferimento alle pagine dello scrittore napoletano “scapigliato” Vincenzo Giordano-Zocchi.
«Si tratta di tre artisti – precisa l’autore nella prefazione – legati tra loro da una continuità di pensieri sul misterioso privilegio morale e spirituale concesso all’arte: se, infatti, il pittore Gaetano Forte poté serbare, anche nei suoi ritratti ufficiali, l’immagine di un’umanità integra nel contegno come negli affetti – secondo un’acuta partecipazione sentimentale alla figura, acquisita durante la formazione presso il francese Wicar – , un suo studente, lo scultore Stanislao Lista, questa coerenza etica l’avrebbe portata nella dedizione all’insegnamento: maestro amatissimo da giovani artisti (dal toscano Vittorio Corcos a Vincenzo Gemito, al salernitano Gaetano Esposito), capace d’infondere nel rispetto delle individualità non solo la nobilissima “pratica” del disegno, e di opporsi al dilagare del vero e del materialismo a Napoli nella seconda metà del secolo. Quest’irrinunciabile missione dell’artista sarà l’autentico tormento per l’anima ardente e fragile del suo allievo Antonio Mancini».
«L’autore ripercorre con rigore e lucidità le esperienze di questi artisti – scrive Massimo Bignardi nell’introduzione – ponendole in una prospettiva di analisi ampia, su un orizzonte nazionale: lo fa senza perdersi nei meandri della cronologia biografica di ciascuno di loro, bensì sondando i silenzi – fin troppo profondi – e le ombre che avvolgono queste significative figure della storia dell’arte italiana. Il titolo, L’ombra e il silenzio, rispecchia fedelmente la tensione, la passione e, principalmente, il senso etico di partecipazione al progetto sociale che continua a sollecitare il suo lavoro di ricerca storiografica».

Marco Alfano, si è laureato in Storia dell’Arte Moderna, presso l’Università di Firenze, con Carlo Del Bravo. Ha collaborato all’allestimento di varie mostre: Pablo Picasso. I luoghi e i riti del mito, Salerno 2004; Picasso. La seduzione del classico, Como 2005; Mario Carotenuto. Verso il deserto, Salerno, 2005; Tracce del disegno italiano contemporaneo, Minori 2005. Ha pubblicato i saggi: Gaetano Esposito e un poeta amico, in “Artista” (Firenze, Le Lettere, 2004); Ingres, o la seduzione della deformità, in Picasso. La seduzione del classico (Milano, Silvana Editoriale, 2005).

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