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19 dicembre 2005

Milan e Inter: quattro segnali alla Juve

Le milanesi non potevano non approfittare del pareggio di sabato della Juventus e stravincono con goleada contro Messina e Reggina che nulla hanno potLe milanesi non potevano non approfittare del pareggio di sabato della Juventus e stravincono con goleada contro Messina e Reggina che nulla hanno potuto di fronte alla voglia di vincere delle avversarie. Chi non ne approfitta è la Fiorentina, nel derby di Empoli non va oltre il pareggio in una partita stregata, mentre non fanno più notizia le imprese di Livorno e Chievo, stabilmente ancorate in zona U.E.F.A..
Nell’anticipo di sabato, la Juve non infrange la legge dell’Olimpico, che vede la Lazio imbattuta tra le mura amiche. Finisce 1-1, ma è un risultato che va stretto ai padroni di casa che hanno tenuto testa contro i primi in classifica, vincendo la partita a centrocampo dove Dabo e Liverani hanno dettato legge contro un Vieira mal supportato da Blasi (pesante l’assenza di Emerson). La Lazio parte forte mette sotto gli avversari e si porta meritatamente in vantaggio con Rocchi (16’). La reazione della Juve è ben controllata dagli avversari, piace Siviglia che non fa vedere la palla a Ibrahimovic, così il pareggio arriva solo sugli sviluppi di un calcio di punizione: al 26’ Trezeguet trova il più facile dei gol su colpo di testa. Non demorde la Lazio che torna a spingere e protesta per un rigore negatole. Nella ripresa assistiamo a una partita nervosa, condita da tanti falli, ne viene fuori una gara spezzettata con la Lazio sempre a condurre il gioco, se si esclude il forcing finale dei bianconeri. Solo un’occasione per parte nel secondo tempo e squadre che devono dividersi la posta in palio. A Reggio Calabria arriva il quinto successo consecutivo per l’Inter, che travolge 4-0 la Reggina. La pratica viene sbrigata dopo appena un quarto d’ora, Cordoba e Martins fissano il risultato sul 2-0 e tutto diventa più facile: Favalli e Stankovic a sinistra vanno lisci come l’olio, Figo a destra sfodera una gran prestazione, così la Reggina si fa piccola piccola e Adriano al 40’ segna a modo suo il gol del 3-0. Secondo tempo con ritmi meno veloci, l’Inter prova a conservare le forze per mercoledì, lasciando maggior iniziativa alla Reggina che però non punge, così c’è gloria anche per Pizarro che, a tempo scaduto, fissa il risultato sul 4-0. Risponde presente anche il Milan, 4-0 al Messina: un poker che non fa una grinza. Ancelotti, oltre a gustarsi la doppietta di Shevchenko, la punizione capolavoro di Pirlo e la rete di Gilardino, assiste sbalordito alla prestazione straordinaria di Kakà, principe senza rivali, vero ispiratore della squadra rossonera. In realtà il Milan fa fatica a superare la barricata messinese, ci riuscirà solo al 22’ con un calcio di rigore generosamente concessogli da Tagliavento. Poi i rossoneri danno spettacolo e Storari si supera in più di un’occasione per salvare il risultato. Nella ripresa il Milan è subito aggressivo, Shevchenko mette a segno la sua doppietta assistito da un magistrale colpo di tacco di Kakà. A questo punto i padroni di casa si limitano a controllare affidandosi alle ripartenze, c’è gloria nel finale anche per Pirlo e Gilardino che fisseranno il risultato sul 4-0. Ad Empoli la Fiorentina ha provato a tenere il passo di Milan e Inter. Ma non è bastato alla squadra di Prandelli “seppellire” i padroni di casa in quanto a conclusioni (16-3) e doppiarlo per possesso palla (42 minuti a 21): anzi, a tempo regolamentare scaduto, mentre era ancora alla ricerca della vittoria, ha dovuto trattenere il fiato davanti a un’azione personale di Tavano conclusa con un tiro dal limite deviato da Brocchi sulla traversa di Frey. Finisce 1-1: succede tutto nel secondo tempo, al gol di Pazzini risponde Vannucchi. Così i viola si ritrovano quarti, a quota 33, mentre l’Empoli interrompe una serie negativa di quattro sconfitte e sale a 18 punti. Prandelli è comunque soddisfatto della prova dei suoi e invita tutti a guardarsi alle spalle, piuttosto che alle prime posizioni. Ha ragione l’allenatore, perché a soli due punti c’è il Livorno, che continua la sua irresistibile cavalcata: alla Favorita di Palermo vince (2-0: Pfertzel e Morrone) e torna a casa con tre punti d’oro. In realtà, i padroni di casa non hanno demeritato e si sono visti negare più volte il gol da Amelia, che conferma di meritarsi di andare ai Mondiali tedeschi. A Verona, Chievo batte Udinese 2-0 (Tiribocchi e Obinna): friulani sempre più in crisi, veneti sempre più in paradiso. Non abbiamo assistito a un grande spettacolo, l’Udinese si è battuta con orgoglio nonostante abbia giocato la ripresa in dieci uomini e avrebbe meritato il pareggio, purtroppo per i bianconeri, il risultato è stato condizionato da una direzione arbitrale sicuramente infelice. Il posticipo serale ha visto affrontarsi Sampdoria e Roma: finisce 1-1, al gol di Totti nel primo tempo, risponde Flachi nella ripresa. Partita piacevole che vede la Roma leggermente penalizzata, visto che ha colpito due pali e si è vista negare un rigore nel finale. Si accorcia la classifica in coda: nell’altro anticipo del sabato il Treviso batte il Lecce (2-1) agganciandolo in classifica a quota 11, stessi punti del Parma che ottiene un pareggio insperato a Siena (2-2), visto che era sotto di due gol, mentre un punto più su c’è il Cagliari vittorioso sull’Ascoli (2-1) e per la prima volta, dall’inizio del campionato, fuori dalla zona retrocessione.

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