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5 dicembre 2005

Parthenope: è forte l’esigenza di una mensa per gli studenti

Una delle università napoletane più importanti e soprattutto più in
crescita, ovvero la Parthenope di via Acton, presenta purtroppo ad oggi una
gravUna delle università napoletane più importanti e soprattutto più in
crescita, ovvero la Parthenope di via Acton, presenta purtroppo ad oggi una
grave carenza, che rende più difficile la vivibilità dell’ateneo per i suoi
numerosi studenti. Questa carenza è rappresentata dalla mancanza di una
mensa universitaria, struttura molto importante che non è ancora a
disposizione degli studenti.
L’ex Navale ha circa sedicimila studenti immatricolati e una gran parte di
essi è costituita da pendolari, ovvero ragazzi che quotidianamente vengono a
Napoli per seguire le lezioni e rimangono fuori casa per tutta la giornata.
Soprattutto per questo motivo, ma non solo, avere a disposizione una mensa
porterebbe agli studenti grandissimi vantaggi: innanzitutto non
costringerebbe i ragazzi a vagare, durante le ore di pausa per il pranzo
pranzo, alla ricerca di bar e fast-food in cerca di un pasto, ma
consentirebbe di avere una struttura all’interno dell’ateneo facilmente
raggiungibile. Inoltre una mensa rappresenterebbe un luogo di aggregazione
sociale per gli studenti, che potrebbero vivere l’università a
trecentosessanta gradi e non solo per seguire le lezioni. Oltretutto,
consumare un pasto completo in una mensa, è sicuramente più salubre che
sbocconcellare qualcosa in una tavola calda, tra l’altro a prezzi, che nella
zona universitaria, non rispecchiano un giusto rapporto qualità-prezzo.
Una mensa rappresenterebbe quindi, per tutti questi motivi, un grande aiuto
per migliorare la qualità della vita universitaria degli studenti,
permettendo loro di avere uno stimolo in più per frequentare le lezioni.
L’unica cosa che è riuscita a fare l’università, per risolvere questo
problema, è stata quella di stipulare una convenzione con una trattoria che
è situata nei pressi dell’università, ma come si può pensare che un piccolo
locale, che a malapena può fare cento coperti, possa soddisfare le esigenze
di una università con così tanti iscritti?
Speriamo infine, che il Rettore e i responsabili della Parthenope, capiscano
che gestire un’università non significa soltanto occuparsi della qualità
della didattica, ma anche migliorare, anzi in questo caso creare, tutta
quella serie di servizi che rendano più fruibile l’ateneo per gli studenti.

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