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9 dicembre 2005

Premiate le Università virtuose

Il Min. dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Letizia Moratti, è intervenuta alla presentazione del Sesto Rapporto del Comitato Nazionale Il Min. dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Letizia Moratti, è intervenuta alla presentazione del Sesto Rapporto del Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario (Cnvsu) tentasi il 7 settembre.
In tale occasione, il Ministro Moratti ha illustrato i risultati della politica del Miur relativamente all’introduzione del nuovo modello di finanziamento statale alle università e ai dati sulla crescita quantitativa e qualitativa del sistema universitario italiano. Altri aspetti evidenziati dal Ministro sono stati gli interventi per il personale degli Atenei e l’attivazione della Banca dati sull’offerta formativa.
Ecco i punti salienti dell’intervento del Ministro Moratti:
Il nuovo modello di finanziamento statale alle Università adottato (predisposto dal Comitato nel 2004), che considera, per l’assegnazione delle risorse statali, i risultati ottenuti da ciascun ateneo (in confronto con tutti gli altri) in termini di:
studenti “regolari” iscritti
risultati ottenuti (esami superati e laureati)
impegno nelle attività di ricerca scientifica
è stato applicato nel 2005 per un ammontare di risorse (rispetto alle disponibilità dell’anno 2004) pari a circa 300 milioni di euro (circa il 4 % di tutto il finanziamento statale). Nell’anno passato tale modello era stato applicato destinando soltanto 29 milioni di euro. Si tratta di un epocale superamento dei criteri di assegnazione su basi storiche, indipendenti (talvolta) dai servizi effettivamente prestati. Con questa scelta, le università che funzionano meglio potranno contare su risorse crescenti e, al contrario, quelle che non saranno in grado di realizzare performance adeguate al loro finanziamento “storico” dovranno prevedere (giustamente) una riduzione del finanziamento pubblico.
Il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) dell’Università è passato da 6 miliardi 163 milioni del 2001 a 6 miliardi 933 milioni di euro del 2005 con un incremento del 13%.
Nel 2001, anno di avvio della riforma, gli immatricolati passarono dai 295 mila del 2000 a oltre 331 mila, toccando i 347 mila nel 2002 e il picco dei 353 mila nel 2003, nel 2004 gli immatricolati sono stabilizzati su circa 348 mila, nonostante il calo demografico dei giovani che caratterizza attualmente il nostro Paese.
La percentuale degli immatricolati sui maturi è passata dal 66,5% del 2000 al 76,5% del 2004, ormai stabilizzata su questa percentuale dal 2002. (Si tratta di una percentuale allineata con quella di tutti gli altri Paesi più evoluti).
Quanto al numero dei laureati e diplomati, sono stati circa 269 mila nel 2004 rispetto ai circa 235 mila del 2003; si tratta di un forte incremento che si giustifica in parte con il conseguimento del titolo da parte di studenti che con la riforma, passando dal vecchio al nuovo ordinamento, hanno impresso una accelerazione alla conclusione degli studi, in parte con i provvedimenti che abbiamo adottato (orientamento e tutorato, requisiti minimi e nuovo sistema di valutazione).
Va rilevato comunque che il tasso di abbandono è sceso dal 65% del 2001 al 40% di oggi.
Sono stati assunti dal 2001 circa 10.000 docenti universitari. Nel 2005 le Università sono uscite dal blocco delle assunzioni prevista per tutte le amministrazioni pubbliche. Per rendere possibile tale intervento, che presuppone comportamenti di “autonomia responsabile” da parte dei singoli atenei, a livello centrale, è stato avviato un sistema di valutazione e controlli basato sulla programmazione triennale del personale richiesta alle Università. Il blocco (o la limitazione) delle assunzioni riguarderà soltanto gli atenei le cui spese per il personale di ruolo abbiano superato i limiti fissati. Inoltre, per evitare che tutte le università fossero spinte a raggiungere tale limite, è stato disposto un specifico incentivo finanziario per gli atenei che hanno realizzato, a parità di risultati, minori spese per il personale.
La Banca-dati sull’offerta formativa. Per la prima volta quest’anno gli studenti hanno avuto a disposizione (e pubblicamente consultabile) il quadro di tutta l’offerta formativa degli atenei fin dal mese di giugno e, dal prossimo anno accademico, per tutti corsi di studio delle lauree è stata operata una verifica ex ante del possesso dei requisiti minimi. Le università non possono iscrivere studenti a corsi non in possesso dei requisiti minimi in termini di docenza e strutture ad essi destinate. Nel prossimo anno, sulla base delle indicazioni del Comitato, saranno completate le procedure per rendere pubblica, a livello nazionale, tutta l’offerta formativa del segmento post-laurea, con particolare riferimento ai corsi di dottorato di ricerca.

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