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6 dicembre 2005

Schiavi Comunicanti

Se qualcuno un bel giorno mi chiedesse se volessi dare uno sguardo alla vera realtà, una realtà da tutti nascosta e accessibile a pochi eletti forti dSe qualcuno un bel giorno mi chiedesse se volessi dare uno sguardo alla vera realtà, una realtà da tutti nascosta e accessibile a pochi eletti forti di cuore, cinici, i soli che sopporterebbero un tale scompaginamento delle cose, bene se tra questi ci fossi, risponderei, no grazie, mi basta questa di finzione per sopportarne ancora una.
Intorno a noi accade questo in continuazione, qualcosa o qualcuno bombarda il nostro cranio di informazioni verosimili, plausibili con ciò che potremmo essere o diventare, insomma una sorta di Grande Fratello, ma inconscio a tal punto che potremmo scambiarlo con la voce del nostro essere.
Mi riferisco al significato della pubblicità, delle fiction Tv, alle notizie del telegiornale, tutto viene sviluppato su un piano editoriale e culturale ben preciso, il processo della rilevanza pubblica della notizia ad esempio avviene solo dopo che essa abbia superato il test della notiziabilità.
Il passo successivo consiste nel missaggio di queste uniche informazioni con un cospicuo quantitativo di pubblicità, e il piatto è pronto.
E’ in questo meccanismo che si generano i mondi possibili, le mode, le battaglie, le culture e nel medesimo negli ultimi anni sta accadendo qualcosa di vertiginoso, di destabilizzante per la nostra percezione di una realtà.
La realtà mediatica è divenuta reale quanto la realtà vera e propria.
Nelle recenti espressione televisive, Reality Show, Talk Show, è contemplata nel copione anche la vita reale di ognuno di noi. Lo spazio che divide la finzione dalla realtà è annientato. Il risultato è l’annientamento della catarsi che sin dal Teatro Greco veniva generata attraverso il gioco di finzione.
La catarsi dello spettatore oggi non si innesca più proprio perché la finzione è realtà e la realtà finzione, oggi lo spettatore si carica di negatività, di tensioni non risolte che trovano sfogo spesso in casi di violenza sociale.
Alla luce di ciò mi chiedo qual è il piano editoriale dietro la notiziabilità dell’omicidio di Cogne, oppure dietro le trasmissioni che vedono politici in TV o uomini della TV in politica, dietro Al Bano e la Lecciso, dietro Blob il programma fatto da Enrico Grezzi, Fuori Orario, e poi ancora della cronaca nera a pranzo, dei terroristi e della guerra al terrore.
Mi viene in mente un film Fitgh Club, lo sguardo di Tayler il personaggio interpretato da Brad Pitt, uno sguardo che ti consiglia di piantarla con questa messa in scena, di scendere nello scantinato della tua vita, nel tuo figth club personale e vedere chi sei, cosa vuoi, e fare a cazzotti con te stesso fino a perdere la coscienza.
Allo stesso modo camminando per strada, lavorando, guardando la TV la mia percezione del reale è legata al bombardamento mediatico, questo fa di me uno schiavo comunicato prima di tutto e comunicante, un consumatore nulla più, mi sento così sprofondare in una sorta di depressione da opinione pubblica, mi abbandono al terrore nel pensare che forse qualcuno in qualche angolo della terra tiene in mano i fili della mia vita.
Ma sono certo che così non è….. io so che ci sono un sacco di soluzioni versatili per il vivere moderno.
“Sapete cosa è un piumino?..solo una coperta !!!”

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