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12 dicembre 2005

The Aviator

Fiammeggiante affresco della vecchia Hollywood, “The Aviator” è la rappresentazione secondo Martin Scorsese di un sontuoso capitolo del sogno americanFiammeggiante affresco della vecchia Hollywood, “The Aviator” è la rappresentazione secondo Martin Scorsese di un sontuoso capitolo del sogno americano. Leonardo Di Caprio (pupillo del regista) interpreta dagli anni ’30 agli anni ’60, la vita, le imprese, le manie e i fallimenti di Howard Hughes, eccentrico e geniale miliardario con la passione per il volo, il cinema e le belle donne. Katherine Hepburn, Jean Harlow e Ava Gardner, si susseguono luminose perle in uno splendore di abiti e passerelle al fianco del popolare Hughes, uomo d’affari e di successo. Scorsese non vuole fare un film su una “vita da film” ma su un uomo vulnerabile, intelligente, creativo e coraggioso, un uomo che si è costruito da solo un nome, una reputazione, un impero attraverso alti e bassi. La pellicola è come un grande acquerello sgargiante dove Hollywood e l’America sono lo sfondo ma il protagonista indiscusso e in primo piano è solo Howard Hughes, un uomo che – come citato anche dalla locandina -, costruisce il futuro, proprio come gli eroi rinascimentali. Combattendo tra pressioni politiche, azzardi finanziari e la sua psicosi degenerativa legata a recondite germofobia e agorafobia, Hughes riesce comunque ad essere un vincitore: sia agli occhi dell’opinione pubblica, a quelli dei suoi più stretti collaboratori, sia a quelli dello spettatore. Infatti Scorsese fotografa un uomo vero e coerente sempre disposto a mettersi in gioco fino alla fine. Ottima prova di Leonardo Di Caprio che riesce ad essere esuberante ed intimista, timido e intraprendente, vulnerabile e deciso, un mix davvero difficile da ricreare sulla scena, ma che ci viene offerto da quella che è forse la migliore tra le interpretazioni del fascinoso attore. La pellicola non passa inosservata e si aggiudica agli Awards 2005 ben 5 premi Oscar: migliore attrice non protagonista a Cate Blanchett (Katherine Hepburn), miglior scenografia, miglior montaggio, migliori costumi e miglior fotografia. Un po’ lento il ritmo in alcuni passaggi ma bella e significativa la storia.

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