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12 dicembre 2005

Una Laurea per i detenuti

Le nostre università aprono le porte ai carcerati, infatti, i detenuti delle carceri italiane, potranno finalmente studiare e laurearsi proprio co

Le nostre università aprono le porte ai carcerati, infatti, i detenuti delle carceri italiane, potranno finalmente studiare e laurearsi proprio come qualsiasi altro studente. Grazie al sistema di apprendimento a distanza, venti detenuti provenienti dalle carceri di tutta Italia, riusciranno a seguire lezioni, studiare e sostenere esami grazie al semplice uso di Internet.
Il progetto, il primo nel nostro Paese a svolgersi interamente on line dopo le esperienze di Pisa, Padova e Siena, partirà tra qualche giorno all’Università di Modena e Reggio Emilia, dove l’8 novembre scorso è stata firmata una speciale convenzione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di Reggio Emilia. Scopo dell’accordo, permettere a venti detenuti, selezionati in base al diploma di maturità, alla buona condotta e alla pena definitiva (non inferiore ai 5 anni), di seguire i corsi per il conseguimento della laurea triennale in Comunicazione e Marketing dell’Università di Modena. A causa dell’arretratezza tecnologica di molte carceri, però, al momento sarà possibile seguire le lezioni esclusivamente all’interno dell’istituto di pena di Reggio Emilia, dove sono state già allestite tre aule multimediali con 18 postazioni telematiche.
Una novità assoluta di cui va fiero il rettore dell’università emiliana, il professor Gian Carlo Pellecani. “Questa iniziativa – ha detto il rettore – rappresenta un ulteriore segno della vivacità e dell’impegno con cui ci sforziamo di interpretare quotidianamente la nostra missione di educatori e di formatori, senza nessun tipo di discriminazioni, siano esse giovani o adulti con particolari difficoltà o svantaggiati”. Nessuna discriminazione, dunque, né tanto meno agevolazioni per gli studenti-detentuti, che, al pari degli altri laureandi dovranno studiare, superare esami e naturalmente pagare le tasse. Per loro è previsto solo uno sconto del 60% sui costi aggiuntivi del servizio mentre le rette annue saranno completamente a loro carico. In fin dei conti questo è un percorso formativo e non un corso assistenziale.
Ci sembra un’iniziativa molto interessante, speriamo che molti altri atenei contribuiscano allo sviluppo di questo progetto.

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