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2 dicembre 2005

Unisa: la gestione di spazi e strutture

“Riappropriarsi degli spazi” è stato uno slogan di molti gruppi studenteschi che hanno avuto lo scopo di ridare l’università agli studenti. In questa “Riappropriarsi degli spazi” è stato uno slogan di molti gruppi studenteschi che hanno avuto lo scopo di ridare l’università agli studenti. In questa ottica le associazioni studentesche ed i corpo docenti hanno attivato una serie di iniziative quali mostre, concerti, feste, incontri con personalità, che hanno coinvolto non solo i ragazzi dell’ateneo, ma anche il territorio circostante. Si è venuto a creare un concetto allargato di “campus”, che affonda le radici non solo nei comuni entro cui si estende l’edificio universitario, ma che interessa la città di Salerno, l’intera Valle dell’Irno e la zona sud della provincia di Avellino. Contro queste prospettive confortanti, c’è però tutto il disagio di un adeguamento di strutture progettate in tempi in cui non era stata prevista un’utenza così massiccia. E proprio nel solco scavato fra le previsioni errate e le cifre delle iscrizioni che si inseriscono le maggiori critiche.
“In un ateneo che vanta un numero così elevato di iscritti, è inevitabile che il peso degli studenti debba essere una parte rilevante nell’amministrazione. Purtroppo però invece non è sempre così… Si mettono in atto situazioni che non solo non tengono conto dei nostri interessi, ma spesso sembra che anzi li vogliano ledere…” Così uno studente di Lettere e Filosofia, che mestamente si trascinava nei corridoio dopo essersi reso conto che la lezione non poteva tenersi nell’aula prestabilita perché ancora non completata. La gestione delle strutture, coerentemente alle esigenze degli studenti, è uno degli obiettivi più difficili da raggiungere, soprattutto perché i canali di comunicazione fra amministrazione ed utenza non sono sempre chiari, veloci e funzionali.
“Non ci si capisce nulla in questa riforma… E spesso i professori o chi per loro dovrebbe informare noi di queste novità, ne sanno meno degli studenti stessi”, ha polemizzato invece una ragazza di Scienze della Formazione.
“Molto spesso, soprattutto ora che iniziano i corsi, gli orari affissi in bacheca e i corsi non coincidono per niente. E’ come se l’organizzazione avesse sempre bisogno di un periodo di rodaggio prima di partire in maniera funzionale…”
“Avremmo bisogno di numerose aule in più, laboratori dove poter mettere in pratica le cose che studiamo. Sto a Scienze della Comunicazione, eppure non ho molti mezzi per poter comunicare.”.

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