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7 dicembre 2005

Van Gogh super star

Nei primi 37 giorni di apertura, 110 mila persone si sono immerse nelle storie di Gauguin e Van Gogh proposte, affiancate, nel Museo di Santa Giulia aNei primi 37 giorni di apertura, 110 mila persone si sono immerse nelle storie di Gauguin e Van Gogh proposte, affiancate, nel Museo di Santa Giulia a Brescia. La media giornaliera, in questo primo quinto di mostra, è, ragguardevolissima, di 3 mila visitatori al giorno. L’esposizione resterà aperta sino al prossimo 19 marzo, con possibile proroga, che in questi giorni si sta concretizzando, fino al 26 marzo. Sino a tale data, si potranno ammirare a Santa Giulia anche le 60 opere di Millet nell’ esposizione parallela a quella dedicata a Gauguin-Van Gogh. Per questa esposizione i visitatori sono stati nello stesso periodo 60.000, con una media giornaliera di oltre 1600 persone. Mentre Gauguin-Van Gogh e le altre iniziative del progetto “Brescia. Lo splendore dell’arte” continuano la loro strada, Marco Goldin ha completato la messa a punto del programma bresciano del 2006-2007. Un programma speciale dato che il 2006 è per Linea d’ombra (la società fondata dallo stesso Goldin per realizzare e gestire le sue esposizioni) un anno importante. Sono infatti dieci anni da quando questa realtà è nata, entrando nel mondo delle grandi esposizioni e proponendo nuovi modelli operativi che hanno subito ottenuto un forte consenso che si è andato rafforzando, anno dopo anno, prima a Conegliano e a Treviso e negli ultimi anni a Brescia e Torino. Per i dieci anni della sua società, e come punto culminante della sua approfondita ricerca sul tema dell’Impressionismo e della pittura della seconda metà dell’Ottocento in Europa, Goldin ha voluto una mostra che trattasse il tema a lui più caro, presentandolo però con un taglio e un’ottica di certo singolari e non dogmatici.
Le opere che si potranno ammirare nella grandiosa rassegna intitolata “Turner e gli impressionisti. La grande storia del paesaggio moderno in Europa” (che prenderà il via il prossimo 28 ottobre 2006 a Santa Giulia a Brescia restandovi sino al 25 marzo 2007) saranno ben 200, proposte in 15 ampie sezioni.
“La mostra per la prima volta in Italia tratteggerà – annuncia Goldin – l’importante vicenda della nascita del paesaggio impressionista, facendolo però da un punto di vista molto più dilatato e così storicamente fondato. Infatti, la prima sezione indicherà, attraverso l’opera di Constable e Turner, le maggiori preesistenze in Europa, al di fuori della Francia, della descrizione naturale più alta. Poi sarà l’impressionismo a guadagnare il centro della scena. E, naturalmente, volendo spiegare cosa abbia rappresentato per quel gruppo straordinario di pittori, il paesaggio. La vera, incredibile novità fu infatti, già a partire dagli anni sessanta del XIX secolo, lo sguardo nuovo, fatto di luce, sulla natura. Quella natura che fino a poco prima era soltanto una sorta di fondale scenografico, abitato da rovine greche e romane o percorso dai personaggi del Mito o delle sacre scritture. Non è un caso che la seconda sezione, con una ventina di quadri, dia conto di tutto ciò, per dare il senso del punto lontano da cui i pittori nuovi hanno preso le mosse. Perché poi il paesaggio diventa d’improvviso qualcosa di enormemente diverso. E’ l’epopea della vita quotidiana quella che gli impressionisti creano, facendo trascorrere sulle loro tele una delle più grandi rivoluzioni nella storia della pittura d’ogni tempo. I pittori comprendono che nel giardino di casa, nel fiorire colorato della vegetazione, in una notte di luna sul mare, in un colpo di vento che piega un albero, risiede molta più poesia che non nella descrizione di un tempio o di una ninfa presso una fonte. Così la natura è percorsa, amata, accarezzata quasi dall’occhio che si fa tramite della luce e della passione”. Accanto a “Turner e gli impressionisti” Brescia propone una seconda grande mostra. Questa volta, quasi ad indicare un futuro percorso della ricerca di Goldin, il protagonista sarà un artista del Novecento: Piet Mondrian. Ottanta capolavori. A Mondrian sarà dedicata la più ampia retrospettiva mai realizzata in Italia: attraverso opere che illustreranno l’intero svolgersi della sua ricerca, dagli esordi come paesaggista – influenzato dal naturalismo della tradizione olandese -, fino agli esiti più estremi della sua ricerca. Quelle prove astratte che ne hanno tramandato l’affascinante conoscenza.

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