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7 febbraio 2006

Macerata: inno Tecno 2050, uniti nel segno dello sviluppo tecnologico

Ricerca scientifica e tecnologica per lo sviluppo delle imprese marchigiane. Questa mattina nell’Aula magna dell’Ateneo è stata ufficialmente sottoscrRicerca scientifica e tecnologica per lo sviluppo delle imprese marchigiane. Questa mattina nell’Aula magna dell’Ateneo è stata ufficialmente sottoscritta la costituzione della società consortile Inno Tecno 2050 per l’innovazione tecnologica. I soci fondatori sono l’Università degli Studi di Macerata; l’Università degli Studi di Camerino; la Camera di Commercio; la Banca delle Marche; la Provincia; la Fondazione Cassa di Risparmio.
“Questo è un giorno straordinario non solo per l’Università, ma per l’intero territorio. Tutte le realtà produttive, economiche, scientifiche e culturali siedono intorno a un unico tavolo per lo sviluppo e il trasferimento tecnologico alle imprese, caso forse unico in Italia – ha commentato il rettore dell’Ateneo maceratese Roberto Sani – Si tratta di una risposta seria e significativa data da territorio stesso alla crisi delle nostre piccole e medie imprese, una risposta data nello logica del dialogo e del rapporto di squadra”.
“Partecipare a questa società consortile significa per l’Ateneo di Camerino ribadire che lo sviluppo del territorio è strettamente legato all’instaurarsi di forti sinergie tra le realtà accademiche e culturali, la Provincia di Macerata e le rappresentanze del mondo produttivo – ha evidenziato il . rettore dell’Università di Camerino Fulvio Esposito -.Le Università continueranno, perciò, a mettere a disposizione del territorio competenze e conoscenze acquisite nella loro pluriennale attività, al fine di consolidare uno sviluppo economico e sociale al passo con i tempi e con le sfide presentate dal panorama nazionale e internazionale”.
Considerazioni che trovano concordi tutti gli altri artefici dell’iniziativa, a cominciare dal presidente della Camera di Commercio Giuliano Bianchi. “Dopo tanti messaggi lanciati sulla necessità di innovare e potenziare la ricerca, le istituzioni hanno trovato un accordo e costruito una vera e propria società per riunire insieme risorse economiche e conoscenze e metterle al servizio delle imprese del territorio”.
“La Banca Marche ha voluto fortemente questo consorzio – ha dichiarato il vice presidente dell’istituto, Lauro Costa -, perché crede nel territorio. Questo accordo costituisce un punto di riferimento per far crescere le imprese e guardare al futuro con maggiore ottimismo”.
“Nell’innovazione e nella ricerca si gioca il nostro presente e il nostro futuro – ha ribadito il presidente della Provincia Giulio Silenzi -. Questa società è strategica per aiutare la ripresa economica nell’intera provincia”.
Franco Gazzani, presidente della Fondazione Carima, ha tenuto a sottolinea il ruolo dell’ente che rappresenta. “Noi ci riteniamo i garanti della qualità dei progetti, che meritano di essere finanziati e che possano fornire soluzioni concrete e di alto livello ai tanti nodi della crisi economica”.
La durata della società, come suggerisce il nome stesso, è fissata fino al 31 dicembre 2050. I sei enti uniranno le loro forze e le loro risorse per sviluppare nuovi prodotti e nuovi servizi, che favoriscano lo sviluppo dei settori economici.
Per raggiungere l’obiettivo, l’Inno Tecno 2050 si muoverà su diversi fronti. Prima di tutto, si agirà sul versante della formazione di personale qualificato per lo svolgimento di attività di ricerca, formazione e sviluppo sia in ambito imprenditoriale che accademico. A tal fine, saranno concesse anche borse di studio e di ricerca. Un forte impulso sarà impresso, inoltre, alla promozione di attività di ricerca volte allo studio, lo sviluppo e l’applicazione di tecnologie nuove o esistenti, in modo da fornire tempestivamente alle imprese proposte di loro interesse. I progetti saranno sviluppati attraverso la collaborazione delle Università, le aziende e altri eventuali enti, consorzi, società e laboratori esterni nell’ambito di cooperazioni nazionali e internazionali. Infine, per valorizzare la professionalità dei giovani studenti, che si affacciano al mondo del lavoro, saranno impiegati neo laureati, che aspirano a una carriera nel settore della ricerca, in attività di laboratorio con scopi applicativi.

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