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21 febbraio 2006

Microsoft VISTA, questione di fiducia

Sta per arrivare il nuovissimo sistema operativo di Microsoft. Si chiama VISTA. Rompendo la tradizione del ‘silenzio’ (l’azienda di Seattle è famosa pSta per arrivare il nuovissimo sistema operativo di Microsoft. Si chiama VISTA. Rompendo la tradizione del ‘silenzio’ (l’azienda di Seattle è famosa per rivelare solo all’ultimo momento i nomi ufficiali dei prodotti), la Microsoft annuncia la sesta relase del comunissimo sistema operativo Windows. Bloccata per qualche tempo a causa della produzione del Service Pack 2, la produzione di VISTA ha finalmente accelerato e per la metà dell’anno potrebbe vedere la luce.
Dal nome in codice Longhorn si è passati all’ufficiale VISTA, il verbo latino che in molte lingue – compresa la nostra – significa: veduta, visuale. Infatti MS VISTA non solo avrà un nuovo look-and-feel (aspetto grafico), ma anche una nuova logica di progettazione. Molti vantaggi in ambito tecnologico – fra i quali l’accensione del sistema in appena 2, 3 secondi e un motore grafico 3D per il desktop – ma anche molte perplessità legate al rivoluzionario sistema denominato Trusted Computing, evoluzione del famoso progetto Palladium del quale si parla da tempo. Il funzionamento è semplicissimo: tutto il contenuto del proprio hard-disk sarà criptato e leggibile solo attraverso la propria macchina: files, cartelle, persino controlli stampante, modem, dvd. La chiave principale sarà contenuta all’interno di un chip, soprannominato simpaticamente Fritz, e neanche il proprietario del sistema operativo ne sarà a conoscenza. L’unica possibilità di penetrare nella macchina, o utilizzare i suoi file e risorse dall’esterno, sarà attraverso un’opportuna backdoor (‘porta’ d’accesso al PC da remoto) di emergenza, controllata direttamente dal consorzio Trusted Computing Group.
Le polemiche non tardano ad arrivare. Questo sistema non piace al governo Britannico che, preoccupato da un così ermetico e perfezionato sistema di sicurezza, si è seduto a tavolino con Microsoft, cercando di strappare a Bill Gates una backdoor ‘governativa’ in caso di indagini informatiche. Ma finché si tratta di governo… molti si domandano se arriveranno a vendere backdoor anche alle major dell’industria cinematografica, musicale e dell’editoria.
Intanto migliaia di utenti in tutto il mondo stanno organizzando grandi movimenti di protesta e boicottaggio del sistema Trusted Computing; reo, a loro avviso, di rallentare l’evoluzione delle tecnologie della comunicazione e, non per ultimo, frenare uno dei fenomeni sociali più importanti dell’ultimo millennio: il file-sharing. La digitalizzazione di documenti, musica, film, testi ha dato il via allo scambio globale di informazioni, ultima vera grande rivoluzione del nostro tempo, permettendo di condividere la Conoscenza. Una liberalizzazione del sapere che ovviamente cozza contro le leggi sul diritto d’autore di molti paesi e che ha sollevato un vespaio non solo in ambito giuridico, ma anche etico e morale.
Inoltre il progetto Trusted Computing, che dovrebbe partire nel 2008, potrebbe limitare anche il normale scambio di informazioni, così come la scelta del software e dell’hardware da installare sulla propria macchina. Insomma, Microsoft VISTA sarà un prodotto che continuerà ancora a far chiacchierare, mentre continua, in maniera sempre più massiccia da parte degli utenti, la migrazione alla piattaforma libera Linux.

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