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13 febbraio 2006

Una storica decisione dell’organizzazione separatista Irlanda

Riflettendo sull’annuncio riguardo il destino di Belfast che ha lasciato ben sperare sul futuro di pace.

I bambini di Belfast tornano a cantRiflettendo sull’annuncio riguardo il destino di Belfast che ha lasciato ben sperare sul futuro di pace.

I bambini di Belfast tornano a cantare e sorridere. Come nella famosa canzone del gruppo Simple Minds, la band che aveva dedicato loro una struggente melodia. Mentre le immagini degli scontri passati ci ricordano quella degli U2 dal titolo “Sunday Bloody Sunday” che si riportava ad un attentato terroristico. Il generale Sir Michael Jackson il 30 gennaio 1972 ordinò la strage dei cattolici irlandesi, 14 morti e 16 feriti in quella che venne definita la “domenica di sangue” e che noi tutti, magari senza saperlo, ricordiamo quando ascoltiamo o cantiamo quella famosissima canzone. In quella occasione un gruppo di paracadutisti britannici uccisero a Derry i dimostranti cattolici disarmati. A Dublino la folla rase al suolo l’ambasciata britannica e la guerra si intensificò.
Questa volta c’è da credere alla notizia che è stata diffusa ieri a Belfast dall’Esercito Repubblicano Irlandese (Ira), che è stata ed è la principale organizzazione paramilitare cattolica dell’Ulster, la quale ha affermato di rinunciare definitivamente speriamo “alla lotta armata”, di voler proseguire il disarmo e, addirittura, di volersi sciogliere. In un lungo comunicato, l’Ira ha chiesto alla Gran Bretagna e alla maggioranza protestante dell’Irlanda del Nord di accettare la sua presa di posizione che permetterebbe il rinnovo dei negoziati per formare un governo biconfessionale nell’Ulster, secondo gli accordi del venerdì Santo firmati nel 1998.
Quello che ha più colpito l’opinione pubblica, è l’annuncio dell’Ira di voler cessare il ricorso alle armi. Si tratta di una decisione storica, che porterebbe alla fine della lotta armata contro l’autorità britannica nell’Ulster, e di un passo considerato “molto positivo” dal governo di Tony Blair che ha accolto la notizia definendola “senza precedenti”. Il primo ministro inglese ha riconosciuto la chiarezza del documento dell’Ira e ha confermato che questa sarebbe l’unica strada per un cambiamento politico utilizzando “metodi pacifici e democratici”. “Questo è il giorno finalmente in cui tutte le false speranze, la pace prenderà il posto della guerra, la diplomazia riprenderà il posto del terrore nell’isola d’Irlanda”, ha proseguito il primo ministro. Nessuna notizia avrebbe potuto renderlo più sereno in un periodo in cui Londra è stata colpita due volte dal terrorismo internazionale di Al Qaeda.
Ieri, il primo ministro irlandese Berthie Ahern, interrompendo la sua visita alle corse di Galway, ha subito fatto ritorno a Dublino per rilasciare una prima dichiarazione. Mentre il ministro degli esteri Dermont Ahern ha fatto ritorno dalla Francia. Il Sinn Fein, il partito repubblicano irlandese, ha tenuto due conferenze stampa a Dublino e a Washington. Alle 17,00, in contemporanea, le dichiarazioni sono state trasmesse a Londra e a Bruxelles. Il mutamento politico della strategia dell’Ira, che aveva cessato il fuoco dal 1997, si attendevano fin dall’aprile scorso, quando si moltiplicarono gli appelli a porre fine definitivamente alla lotta armata causata dall’unificazione dell’Irlanda, e le inchieste sui crimini dell’organizzazione si erano moltiplicate numerose.
Ieri Gerry Adams, il presidente del Sinn Fein, aveva promesso che la dichiarazione anticipata di aprile dal gruppo di guerriglieri cattolici avrebbe “sfidato” tutti i partiti in conflitto nell’Irlanda del nord. Infatti ha affermato: “Mi appello a tutti affinché leggano con attenzione quello che l’Ira ha da dire, perché rappresenta una sfida non soltanto per i repubblicani, ma per i due governi”. Il maggior partito protestante, prima che la dichiarazione venisse resa pubblica, ha affermato che la ripresa di un’assemblea locale, che tuttora resta sospesa, è ancora lontana. “Ci servono prove concrete – è stata la reazione del reverendo Ian Paisley, il capo del Partito unionista democratico filo-inglese – non hanno dichiarato la fine delle loro attività criminali che generano milioni di sterline e non sono riusciti a garantire un livello di trasparenza necessario a dare al pubblico fiducia che le armi verranno abbandonate interamente. Trattiamo con disprezzo il loro tentativo di glorificare e giustificare la loro campagna assassina”. Poi ha continuato, raggelando gli entusiasmi: “Abbiamo sentito queste dichiarazioni molte volte. Vogliamo vedere le azioni concrete, le prove tangibili che stia succedendo davvero”.
Tutti però si augurano che alle parole seguano al più presto i fatti. E che gli attacchi, le bombe, l’odio e le ostilità da entrambe le parti possano finalmente cessare.

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