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27 marzo 2006

Auto a idrogeno e olio d’oliva per l’industria

Basta petrolio. Sarebbe un bel passo avanti se tutti collaborassimo per ripulire il nostro pianeta dalle mele marce. Convertire le persone e cambi

Basta petrolio. Sarebbe un bel passo avanti se tutti collaborassimo per ripulire il nostro pianeta dalle mele marce. Convertire le persone e cambiare carburante. Basta benzina e cherosene, sono sostanze sporche, tossiche, malsane da tutti i punti di vista. Maledetto petrolio che fa arricchire gli sceicchi, scoppiare le guerre e bruciare il pianeta. L’ennesimo allarme ambientalista di una nave affondata al largo degli oceani. Una petroliera. Continuiamo a mangiare pesci velati di olio nero. Buon appetito. Continuate a fare benzina ad oltre un euro al litro, tanto più ne fate, più punti guadagnate e dopo un milione di spesa vincete la radio-sveglia e l’accappatoio direttamente alla stazione di servizio. Insomma, fate spazio a questi grandi premi.
Per favore. Idrogeno e olio d’oliva. Le due fonti da cui ricavare energia per far muovere tutte le macchine del nostro pianeta, senza togliere l’aria a piante, animali e uomini, lasciando anche l’acqua pulita. Respirate a pieni polmoni fanciulli, che i gas di scarico saranno, per voi, un insano ricordo dei vostri nonni. Se un futuro di coscienza ci sarà, così potremmo parlare. Idrogeno come combustibile per auto ed olio d’oliva come carburante per altiforni e centrali industriali. Basta carbone. Basta petrolio. Il primo motore di Rudolf Diesel, presentato all’Esposizione Universale di Parigi nel 1900, funzionava ad olio di arachidi. Gli oli vegetali saranno il combustibile del futuro. Sono più puliti dei combustibili fossili, perché contengono meno zolfo e fosforo e generano, quindi, meno agenti inquinanti. Hanno il vantaggio di potersi rinnovare ogni anno.
In un’epoca in cui le risorse di combustibili cominciano a scarseggiare, stanno crescendo gli istituti di ricerca e le aziende che puntano sulle proprietà degli oli vegetali. Sono ancora troppo cari per essere competitivi sul mercato economico mondiale, ma, secondo Attilio Citterio, professore del Politecnico di Milano, presto i costi si abbatteranno e gli oli cominceranno a fare concorrenza ai derivati del petrolio. I maestri metallurghi di Cipro usavano l’olio d’oliva per la combustione negli altiforni della produzione di rame, come testimoniano gli scavi condotti nel villaggio di Pyrgos, pochi chilometri a est della città di Limassol. Sapete che il potere calorifico dell’olio è quasi doppio rispetto al carbone?
E che dire dell’idrogeno? Uno degli ostacoli alla diffusione dell’idrogeno come combustibile per auto è costituito – come ci ricordano gli scienziati dell’Università di Austin e dell’Istituto di Ricerca Rti International – dai costi per la sua purificazione, un passaggio necessario per utilizzarlo come carburante. Le molecole pure d’idrogeno vengono ricavate dal metano attraverso il processo chimico di steam reforming, attraverso cui si eliminano altri gas e le impurità. Il futuro potrebbe essere pulito. Se l’impegno crescerà. Ad oggi, per quanto riguarda l’idrogeno, il programma Hydrogen Fuel Initiative è finanziato dal governo degli Stati Uniti con 1,2 miliardi di dollari. L’obiettivo di Bush & Co. è di rendere competitivo il gas entro il 2010. Insomma, sempre i soldi prima di tutto. Prima della salute di tutti gli esseri viventi. Senza dollari, lo sappiamo, l’homo aeconomicus non sa più curarsi.
Un dato: le stazioni di servizio ad idrogeno liquido per normali motori a scoppio sono 21 in tutto il mondo. Dal 2003 in Giappone, poi in California ed in Germania, dove a fare il pieno d’idrogeno ci pensa il consorzio LindeGas – Bmw – Aral, che ha aperto una stazione di rifornimento all’aeroporto di Monaco.

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