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31 marzo 2006

Ferrara: la Grotta di San Bernardino diventa Museo

Verrà inaugurata domani, sabato 1 aprile, alle 9.45, la Grotta di san Bernardino nei Colli Berici (Vicenza). Nota come luogo di romitaggio e teVerrà inaugurata domani, sabato 1 aprile, alle 9.45, la Grotta di san Bernardino nei Colli Berici (Vicenza). Nota come luogo di romitaggio e teatro di drammatiche vicende storiche, la Grotta di San Bernardino è soprattutto un sito paleolitico di notevole importanza per l’Europa mediterranea.
La Grotta e l’Università di Ferrara
Già scoperta nel 1959 come sito paleolitico dal Prof. Piero Leonardi, fondatore dell’Istituto di Geologia dell’Università di Ferrara, fu grazie alle prime ricerche intraprese dall’ateneo ferrarese che negli anni successivi la Regione del Veneto e l’Assessorato alla Cultura delle Provincia di Vicenza sostennero con continuità una seconda, importante serie di scavi archeologici tra il 1986 e il 1993. Nuovi dati e un migliore assetto del settore di scavo consentirono di esaminare con dettaglio i depositi di riempimento e di recuperare vari resti della presenza umana risalenti a un lungo intervallo temporale compreso tra i 200.000 e i 30.000 anni fa. Riconosciuta come uno degli Hautes Lieux de la Préhistoire dalla comunità scientifica internazionale, questa cavità conserva testimonianze archeologiche tra le più antiche nel Nord Italia, il cui stato di conservazione consente di tracciare il complesso e sempre profondo rapporto tra l’uomo preistorico e il suo territorio.
La musealizzazione
A partire da domani, la grotta sarà fruibile come elemento di massimo valore nell’ambito di una proposta culturale e naturalistica realizzata dal Comune di Mossano con il supporto della Fondazione CARIVerona. Percorrendo il lungo sentiero di accesso che dall’abitato di Mossano si snoda toccando diverse emergenze geologiche, paleontologiche e botaniche, sarà possibile raggiungere questa cavità carsica.
Il programma della giornata di inaugurazione prevede alle ore 9.45 l’imbocco del sentiero naturalistico a Mossano per raggiungere il sito dove il Prof. Alberto Broglio, docente della Facoltà di Scienze dell’Università di Ferrara, illustrerà l’ampia sezione stratigrafica esposta dagli scavi, trasmettendone il significato come archivio della presenza neandertaliana e dei primi sapiens e del variare il loro modo di vita in rapporto ai mutamenti climatici avvenuti nel corso dei glaciali.

L’Università di Ferrara e le tracce del Paleolitico del Nord Italia
L’inaugurazione in programma domani nel Colli Berici è il più recente di una serie di interventi del Dipartimento delle Risorse naturali e culturali di Ferrara nelle regioni del Nord Italia. Lo scorso 18 febbraio infatti è stato inaugurato il Museo Civico Archeologico di Torre a Pordenone, dove il Dottor Marco Peresani dell’Università di Ferrara ha curato l’allestimento della sezione di preistoria antica, il Paleolitico medio, età dell’Uomo di Neandertal, e il Paleolitico superiore, la fase più recente che vede la colonizzazione delle Prealpi Carniche favorita dai miglioramenti climatici che hanno seguito all’ultima glaciazione.

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