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21 marzo 2006

I maestri del cinema italiano: Giuseppe Tornatore si racconta

Nato a Bagheria nel 1956, sedicenne il giovane Giuseppe mostra già propensione per l’arte, per il teatro, per lo spettacolo mettendo in scena opere diNato a Bagheria nel 1956, sedicenne il giovane Giuseppe mostra già propensione per l’arte, per il teatro, per lo spettacolo mettendo in scena opere di Pirandello e Eduardo De Filippo. Il passo verso il cinema è dunque breve: Tornatore inizia infatti a girare documentari (con uno dei quali, “Le minoranze etniche in Sicilia”, vince un premio al Festival di Salerno) e lavorare per la televisione (per la RAI realizza “Ritratto di rapinatore”, “Diario di Guttuso”, “Scrittori siciliani e cinema: Verga, Pirandello, Brancati, Sciascia”). Nel 1984 dirige la seconda unità di “Cento giorni a Palermo” di Giuseppe Ferrara e, due anni più tardi, firma il suo esordio nella regia con “Il camorrista”. Da qui una strada costellata da successi e riconoscimenti (“Nuovo cinema paradiso” (1989) insignito a Cannes del Gran premio speciale della giuria e a Hollywood dell’Oscar per il miglior film straniero),passando per “Una pura formalità” e “L’uomo delle stelle”, fino al pluripremiato kolossal intimista “La leggenda del pianista sull’oceano”(Golden Globe 2000: “migliore colonna sonora” (Ennio Morricone); Guild Film Award 2000: “miglior film straniero” (Giuseppe Tornatore); David di Donatello 1999: “miglior regia” (Giuseppe Tornatore), “migliore colonna sonora” (Ennio Morricone), “miglior sceneggiatura” (Giuseppe Tornatore), “miglior scenografia” (Francesco Frigeri), “migliori costumi” (Maurizio Millenotti), “miglior produttore” (Francesco Tornatore), premio speciale della giuria (Giuseppe Tornatore); Nastro d’Argento 1999: “miglior regia” (Giuseppe Tornatore), “migliore colonna sonora” (Ennio Morricone), “miglior fotografia” (Lajos Koltai), “miglior scenografia” (Francesco Frigeri), “migliori costumi” (Maurizio Millenotti); European Film Awards 1999: “miglior fotografia” (Lajos Koltai)).
Il talentuoso cineasta siciliano, ospite presso la manifestazione “Il novecento:viaggio nella musica” organizzata dal comune di Baronissi, ha presenziato il 20 Marzo 2006 alla proiezione del suo LM “La leggenda del pianista sull’oceano” e ha concesso un’intervista ai giornalisti presenti.
Questa l’integrale intervista raccolta per voi da controcampus:
1-Come e’ nato il film La leggenda del pianista sull’oceano?
TORNATORE: “è un film molto complesso ed è nato in maniera originale, dall’incontro con Baricco, da un monologo di 50 pagine del suo libro “900”. Ho voluto farlo perché c’erano delle cose in questo libro che mi facevano vibrare,ho posto una sfida a me stesso, è stato difficile e faticoso da realizzare”.
2-In tutta la sua filmografia e specialmente in Nuovo Cinema Paradiso c’è una forte tematica meridionale, perchè?
TORNATORE:“il perché è semplice: Nuovo Cinema Paradiso è un film molto legato alla mia avventura biografica. Per quanto riguarda la mia filmografia credo sia molto eclettica e ne sono fiero. Soffro del complesso dell’opera prima se così si può dire nel senso che per me ogni nuovo film è come un esordio, cerco di non ripetermi e se si trova un filo conduttore nelle mie opere non è una cosa voluta o studiata. Fare cose nuove, sentirsi non padroni di una materia mi da la forza di andare avanti nel mio lavoro evitando di cadere nella routine.”
3-Cosa ci dice del film una pura formalità che significa per lei?
TORNATORE: “è di sicuro un film che occupa un posto particolare nel mio cuore,è stato per me una sorta di investimento creativo, un’idea folgorante. E’ un film difficile che non ha lo charme del film popolare, all’inizio non è stato accolto bene da critici e pubblico ma poi è stato rivalutato nel corso degli anni.”
4-La sua carriera è iniziata col teatro, ha mai pensato di tornarvi?
TORNATORE: ”ho ricevuto molte offerte a riguardo, ma ho sempre rifiutato, tali proposte mi onorano molto e forse un giorno accetterò”.
5-Partendo dalla scena finale di Nuovo Cinema Paradiso, in cui il protagonista guarda la cassetta contenente i baci tagliati dalla censura cinematografica, ci dica cos’è per lei il cinema, e, come strumento di comunicazione cosa dovrebbe comunicare ad uno spettatore?
TORNATORE: “è una domanda difficile, per rispondere voglio citare una frase di uno dei registi che nella mia vita più mi hanno fatto emozionare Kurosawa, che nel 1989, quando io ricevevo l’oscar per Nuovo cinema Paradiso vinceva l’Oscar alla carriera, lui disse che nonostante avesse fatto molti film non era ancora riuscito a capire quale fosse l’essenza del cinema. Il cinema è la più profonda, elegante, elaborata forma d’arte che esista, è lo strumento di comunicazione più potente ed è per questo eterno. Potrà cambiare il modo di fare cinema ma non la sua forza, nessuno potrà fare mai a meno di vivere l’emozione di partecipare ad una storia. Ciò che volevo rappresentare in quella scena del film era appunto l’eternità, l’immortalità del cinema.”.
4-Cosa pensa lei della crisi del cinema italiano?
TORNATORE: “è ormai un argomento noioso, una tappa obbligata. Il cinema era in crisi già alla sua nascita con i fratelli Lumiére. E’ nato in crisi e lo è sempre stato. Oggi nel nostro cinema c’è inoltre una crisi d’investimenti ma se ci pensiamo in Italia ogni anno vengono prodotti dai 50 ai 70 film e ne vengono fuori, diciamo 2 capolavori, in America vengono prodotti circa 250 film all’anno e ce ne saranno quanti?10 che rimangono impressi…quindi la percentuale è la stessa. Il cinema italiano non è morto.”
Tra gli applausi, il maestro viene dunque salutato con affetto e ammirazione da tutti i presenti.
Indiscrezioni parlano di un suo nuovo film in fase di post-produzione “La sconosciuta” che dovrebbe forse essere presentato alla Mostra Del Cinema Di Venezia a Settembre. E mentre aspettiamo ansiosi la nuova opera del maestro siciliano, riguardiamo rapiti i suoi capolavori.

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