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9 marzo 2006

Jean Baptiste Mondino: Guitar eros

Questo è il titolo dell’ultimo libro che porta la firma del talentuoso fotografo francese J. B. Mondino che, in 160 pagine di pura arte (Schirmer-

Questo è il titolo dell’ultimo libro che porta la firma del talentuoso fotografo francese J. B. Mondino che, in 160 pagine di pura arte (Schirmer-Mosel editore 49,80 euro), immortala grandi star, modelle e gente comune con bellissime chitarre. Raffinato gusto del paradosso, celebrazione del glamur, dell’estro e della bellezza, tocco sobrio ma originale: queste sono le carte vincenti del “più rock tra i fotografi di moda e il più stilista dei fotografi rock” che ha immortalato tutti i protagonisti della musica degli anni 80’ e 90’. Celebri le foto di Bjork abbracciata ad un orso polare, e quelle di madonna sublimi e volgari. Nel suo ultimo book però la vera indiscussa star risulta essere la chitarra: la passione di una vita, lo strumento simbolo del rock, dell’energia, della sensualità, della trasgressione, della ribellione e dell’estro musicale. Da Keith Richards a Lenny Kravitz, dalla signora Courtney Love allo stilista Karl Lagerfeld, dalla star Madonna alla modella italiana Maria Carla Boscoso non manca proprio nessuno. Mondino ha raccontato di aver voluto questo libro per sé, per rendere omaggio allo strumento che, negli anni, l’aveva fatto sognare e sentire vivo. Il fotografo francese ammette che, dal momento in cui da ragazzo aveva ascoltato il pezzo“Hound Dog” del celebre Elvis Presley , sarebbe voluto diventare un chitarrista di successo. Riflettendo sul fatto che oggi la chitarra è “tornata di moda”, Mondino ammette di esserne piacevolmente colpito e mette in evidenza che oggi gruppi come White Stipes, Strokes, Franz Ferdinand e Artic Monkeys, con il loro rock contemporaneo, hanno riportato le chitarre e le loro sonorità in primo piano, e come in una sorta di rinascimento musicale l’anno innalzata a strumento di resistenza poetica non omologato dal marketing a da tutto ciò che è “pop”. Dunque la musica torna alla ribalta nella sua accezione più intima e viscerale, come strumento di appartenenza e di liricità, in nuove prospettive che sembrano aprirsi e lasciare trapelare una speranza di rinnovamento per il futuro.

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