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21 marzo 2006

L’Udinese ha toccato il fondo

La festa rossonera è finita, i tifosi se ne vanno e l’Udinese rimane sola, umiliata e smarrita in mezzo al campo, con lo sguardo dei suoi e

La festa rossonera è finita, i tifosi se ne vanno e l’Udinese rimane sola, umiliata e smarrita in mezzo al campo, con lo sguardo dei suoi eroi di un tempo rivolto al cielo, alla ricerca di un perché per questa stagione imprevedibile. Il Milan cala uno storico e fortunato poker al “Friuli”, restituendo l’onta subita l’anno scorso in Coppa Italia. Dieci minuti da grandissimo diavolo sgretolano i bianconeri e le loro speranze di muovere la classifica che, adesso, odora di retrocessione. Dopo l’eliminazione in Coppa Uefa, l’Udinese schiera la miglior formazione possibile, rimpolpata da quelli che erano stati esentati dalla trasferta bulgara. Comincia bene il Milan con Pirlo, che va vicino al goal su calcio di punizione dal limite: palla con il contagiri che va a spegnersi sulla traversa e pericolo scampato per i padroni di casa. I bianconeri giocano alla pari, pressando bene e non permettendo ai rossoneri di tessere con tranquillità il proprio gioco. Kakà è poco ispirato e l’Udinese prova ad affacciarsi dalle parti di Dida, trovando però in Nesta un baluardo invalicabile. La coppia d’attacco Iaquinta-Di Natale svaria su tutto il fronte, ma la partita scorre via senza particolari sussulti sino al 41’ quando, un alleggerimento di Zapata, incontra una zolla maligna che inguaia De Sanctis; il portiere non riesce a liberare e sulla palla vagante piomba come un falco Shevchenko per il vantaggio milanista. Tutti a riposo e ripresa in salita per i friulani. Il coltello tra i denti non è più una prerogativa di questa squadra e la dimostrazione è data dall’avvio di secondo tempo, senza idee e senz’anima. La campanella del Knock-out invece, suona con puntualità svizzera, mentre i bianconeri si distraggono per un fallo fischiato a Iaquinta e l’assistente di Trefoloni non vede un fuorigioco di Gilardino: palla comoda dalla mediana per il facile raddoppio. Partita chiusa e friulani che, svuotati moralmente, assistono impotenti al monologo milanista. Il Milan gioca sul velluto andando a bersaglio con Sheva (doppietta per l’ucraino) e Seedorf nel giro di dieci minuti. Ne mancano ancora venti alla fine del calvario bianconero, ma il Milan si placa, concedendo la passerella finale agli ex- udinesi Amoroso e Jankulovski, accolti dagli applausi del pubblico. Finisce 4 a 0: per i friulani comincia domenica, con la trasferta a Messina, il mini-campionato per la salvezza. Il Milan tiene il passo delle grandi, tutte vittoriose, confermandosi splendida macchina da goal e squadra spettacolo. La Juve resta lontana, ma la condizione dei rossoneri è quella “Champions”.

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