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15 marzo 2006

Rugby – sei nazioni, storico pareggio dell’Italia

Ore 14:30 di sabato 11 marzo, 75mila gallesi accolgono con un boato i quindici dragoni di casa che affrontano gli azzurri. La tensione è alta, il

Ore 14:30 di sabato 11 marzo, 75mila gallesi accolgono con un boato i quindici dragoni di casa che affrontano gli azzurri. La tensione è alta, il Galles campione in carica non vuole deludere il Millennium Stadium di Cardiff interamente tinto di rosso, ma d’altro canto l’Italia è pronta a ben figurare e reagire al decisivo calo psico-fisico di Parigi.
Nonostante la concentrazione però, gli azzurri nei primi dodici minuti si fanno mettere sotto dai “dragoni” che in un baleno passano sull’ 8-0. Prima un calcio di S. Jones, poi lo stesso mediano – in una bella azione d’attacco – sfrutta un velo non rilevato dal direttore di gara e apre a destra, dove l’ovale arriva successivamente nelle mani dell’ala Mark Jones che schiaccia in meta. Finalmente l’Italia reagisce, le ripartenze fanno male alla retroguardia gallese, e sugli sviluppi di una touche Pez apre tutto a sinistra dove Ezio Galon si tuffa in meta; ma l’estremo azzurro ritarda il tuffo, e solo la moviola riesce a sancire i cinque punti all’Italia che così accorcia lo svantaggio. La gara finalmente è equilibrata, ma alla prima – grossa – dormita della difesa italiana, Stephen Jones corre indisturbato verso la meta, segna e trasforma: 15-5.
I trequarti italiani non sono in giornata e trasmettono male il pallone favorendo le fughe delle ali del Galles; così come non è in giornata Ramiro Pez, che dopo non aver trasformato la meta precedente, fallisce un tentativo di drop. Passano due minuti e al 32’ lo stesso mediano azzurro si rifà centrando i pali con un piazzato. L’Italia accorcia di altri tre punti, ma in difesa si soffre non poco: capitan Bortolami e soci sembrano quasi stringere i denti in attesa del secondo tempo, dove il Galles solitamente accusa un notevole calo fisico. Ultimo minuto. La manovra dei padroni di casa si fa incessante e pericolosa, all’altezza dei 22 l’ovale viene trasmesso rapidamente, ma improvvisamente il trequarti azzurro Canavosio intercetta con uno scatto fulmineo e s’invola verso la meta avversa. La sua fuga è lunga settantacinque metri, e a spingerlo sono i 3500 tifosi italiani presenti a Cardiff: Canavosio schiaccia in meta, Pez trasforma e si va negli spogliatoi sul 15 pari.
I campioni in carica subiscono il colpo, e al primo minuto della ripresa offrono a Pez l’opportunità di allungare, ma il mediano italo-argentino non realizza; ma invece piazza quella successiva cinque minuti dopo: 15-18. il Galles sembra disorientato, il pubblico assente, con Pez a terra infortunato il neo-entrato Stoica tenta un calcio di rimbalzo impossibile, e così regala palla ai “red dragons”. Soltanto al 59’ i “dragoni” tornano a sputar fuoco: un’ingenuità della prima linea italiana in mischia ordinata, regala una punizione ai gallesi che trasformano con il fenomenale Stephen Jones. 18 pari.
Tutto il tempo restante è un continuo ribaltamento di fronte, dove i padroni di casa tentano di violare l’arcigna difesa azzurra, e dove l’Italia prova a trovare qualche buco sfruttando i numerosi “pick and drive”. La tensione si taglia a fette, il Millennium Stadium a stento incita i suoi, le poche migliaia di italiani sono col fiato sospeso, manca poco ad un risultato storico. Eccoci al minuto finale: touche a favore del Galles, S. Jones chiama uno schema per tentare il drop della vittoria, ma negli sviluppi della rimessa laterale l’arbitro fischia un’infrazione, e la palla è in mano agli azzurri. Per non peccare di superbia – e con l’esperienza della meta subita con l’Inghilterra in una situazione analoga – Pez afferra l’ovale e calcia forte fuori: l’Italia è nella storia, mai gli azzurri erano tornati a casa con un pareggio, però resta il rammarico di una vittoria mancata. Infatti la foto che sintetizza la gara è l’espressione perplessa di Lo Cicero – entrato ad appena un minuto dalla conclusione – che viene consolato da un triste Stoica, mentre sullo sfondo Mirco Bergamasco e Griffen si abbracciano sorridenti per il grande risultato.
L’altra gara della giornata ha visto una discreta Irlanda battere 15-9 la Scozia. Una partita sostanzialmente noiosa, dove il punteggio è stato caratterizzato da cinque calci da un lato e altri tre dall’altro, e che regala agli irlandesi la possibilità di vittoria del Sei Nazioni nella prossima giornata.
Domenica invece, la gara di cartello della quarta giornata del Six Nations 2006: Francia – Inghilterra. Una prova maestosa quella dei galletti d’oltralpe, che schiacciano 31-6 gli inglesi, e ipotecano così la vittoria della competizione.

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