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7 aprile 2006

A Pasqua? Godiamoci una mostra!

E’ una tendenza ormai in atto da alcuni anni e che puntualmente trova conferma: cogliere l’occasione della Settimana Santa per godersi le piccole e grE’ una tendenza ormai in atto da alcuni anni e che puntualmente trova conferma: cogliere l’occasione della Settimana Santa per godersi le piccole e grandi mostre che l’Italia offre. E, con le mostre, le città, meglio se piccole, che le ospitano.
Una tendenza che è, sul versante dell’offerta, sottolineata dal gran numero di esposizioni che si aprono “per Pasqua”.
Ad essere privilegiate sono sempre di più le mete “eccentriche”, ovvero al di fuori dei grandi centri urbani, quelle che propongono “mostre di qualità in contesti di qualità”, un mix che premia tanto la voglia di approfondire le proprie conoscenze quanto il legittimo desiderio di godersi una piccola, piacevole vacanza scoprendo piccole realtà d’Italia che, probabilmente, senza lo stimolo della mostra non diverrebbero meta di un viaggio.
A scegliere questo particolare tipo di turismo sono piccoli gruppi, spesso famiglie, ma anche amici che all’insegna della “slow art” vanno alla ricerca di proposte particolari, da gustare con piacere, senza ansia o fretta, appunto. Ecco alcune delle molte possibilità offerte a chi voglia dedicarsi a questo piacevole appagamento dello spirito.
In tema con la Pasqua è la proposta di Parma dove, per i novecento anni della celebre Cattedrale, è proposta una grande mostra dedicata ad un tema davvero affascinante “Il Medioevo delle Cattedrali” (Salone delle Scuderie del Palazzo della Pilotta, sino al 16 luglio). Collegata a questa mostra ma con taglio didattico è la mostra “Il cantiere della Cattedrale” (Vescovado, stessa data conclusiva). Il tutto collegato ad una visita alla Cattedrale, al Battistero e ai luoghi medievali della città e del territorio provinciale.
A Mamiano di Traversatolo, dove la campagna parmense comincia a diventare collina sorge la storica sede della Fondazione Magnani Rocca. In un fantastico scenario naturale, una dimora zeppa di straordinari capolavori ospita una intensa carrellata sull’arte del Novecento “Da Monet a Boltanski” (sino al 16 luglio). A Modena è di scena l’arte contemporanea con una intrigante mostra intitolata “EGOMANIA.Appena ho capito d’aver capito” (Palazzo Santa Margherita e Palazzina dei Giardini, sino al 17 aprile) Ancora in Emilia, ma stavolta a Ferrara due grandi esposizioni: “De Pisis a Ferrara”, nel cinquantenario della morte dell’artista, in Palazzo dei Diamanti (sino al 4 giugno) e “I Camerini del Principe” nel Castello. Quest’ultima recupera, ricomponendo le opere d’arte disperse, l’appartamento di Alfonso I sulla Via Coperta del Castello Estense (sino al 18 giugno). Dall’Emilia alla Romagna con due occasioni da non perdere: a Forlì, nel recuperato complesso conventuale di San Domenico, la grande retrospettiva dedicata a “Marco Palmezzano. Il Rinascimento delle Romagne” (sino al 30 aprile) e nella Repubblica di San Marino la mostra “Romagna Futurista” (Museo di San Francesco, sino al 18 giugno). Rovigo è una new entry tra le città d’arte e la scoperta di questa piccola, gradevolissima città veneta è suggerita dall’ampia rassegna “Meraviglie della pittura veneta. Dal ‘400 al ‘700” (sino al 4 giugno in Palazzo Roverella). Restando lungo l’asse del Po, ma stavolta in territorio lombardo, ecco Mantova, dove il Centenario di Andrea Mantegna è celebrato con una raffinata esposizione “A Casa di Andrea Mantegna” allestita appunto nella sua casa (sino al 4 giugno).
Padova propone non una ma sette mostre: le cinque comprese nel festival dedicato alla fotografia (“Padova Aprile Fotografia”, sino al 4 giugno), quella dedicata ad Oreste da Molin allestita nel Museo agli Eremitani e la sorprendente “I Colori del Sacro” che, sino al 14 maggio in Museo Diocesano, espone l’interpretazione che al tema dell’acqua hanno dato i grandi illustratori del mondo. A Vicenza, città che si affianca a Ferrara nell’essere classificata “Patrimonio Universale” dell’Unesco, una magnifica parata di capolavori restaurati da Banca Intesa: la mostra si intitola “Restituzioni. Tesori d’arte restaurati” ed è allestita in Palazzo Leoni Montanari sino all’11 giugno.
Infine Venezia, città sede e soggetto di mostre che stanno ottenendo un grande interesse. Sede e soggetto, al medesimo tempo, nella mostra “Venezia. La scena dell’arte1948 – 1986. Fotografie dall’ArchivioArte della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena)” allestita alla Guggenheim (sino al 21 maggio). E Venezia intesa come arte veneziana è proposta in una raffinata, elegante esposizione stavolta in terra ligure, a La Spezia dove al Museo Lia (imperdibile) è allestita “Venezia. Capolavori dal XIV al XVII secolo dalla Collezione Lia” (sino al primo ottobre).
Per chi non vuole muoversi dalla città o, per chi, vuole scoprire angoli bellissimi di Milano in momenti di città più vivibile, ecco la Fondazione Pomodoro che propone la più ampia retrospettiva mai allestita su Gastone Novelli. Da ammirare la mostra ma anche il “contenitore”, un grande capannone dell’ex Riva Calzoni sapientemente rivisitato da Pier Luigi Cerri per volontà di Arnaldo Pomodoro. Insomma dopo il pranzo e l’uovo di pasqua uscite a sgranchirvi le gambe e godetevi una bella mostra, non ve ne pentirete.

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