• Google+
  • Commenta
20 aprile 2006

A scuola di emergenza

Chissà quanti ragazzi, chi per spirito di solidarietà, chi per voglia di sentirsi parte di qualcosa, decidono, magari durante le vacan
Chissà quanti ragazzi, chi per spirito di solidarietà, chi per voglia di sentirsi parte di qualcosa, decidono, magari durante le vacanze estive, di dedicarsi al volontariato. Anche per dare loro un’occasione in più di formarsi come “professionisti della solidarietà”, è stato attivato un master biennale di primo livello in “Gestione dell’emergenza nazionale ed internazionale” presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Il master si propone di formare nuove figure professionali dotate di elevate competenze che consentano di operare in interventi di assistenza sanitaria e civile, con compiti di gestione ed organizzazione in condizioni di emergenza causate da calamità naturali o da eventi bellici, sia sul territorio nazionale che in Paesi stranieri. “Non dobbiamo insegnare la soluzione di un problema, bensì come e dove cercare le soluzioni”, ha dichiarato dalle pagine web di Almalaurea.it il professor Carlo Jacoboni, responsabile didattico del master e docente di Fisica quantistica. “Diamo a tutti una formazione di base”, continua Jacoboni riferendosi al piano di studi previsto dal corso biennale. Il master prevede quattro diversi indirizzi: uno approfondisce la formazione per il settore scientifico-tecnologico, un altro è incentrato sulle questioni sanitarie, il terzo si occupa delle questioni economico-giuridiche, il quarto indirizzo è sui temi socio-culturali e sulla comunicazione. Gli studenti così, al termine del biennio formativo, avranno abilità operative nell’allestimento delle strutture necessarie nelle situazioni di emergenza in cui si troveranno ad operare, promuovendo interventi per il recupero ambientale (indirizzo scientifico-tecnologico); dovranno prevedere le principali patologie fisiche e psichiche legate all’evento catastrofico (indirizzo sanitario); saranno in grado di giudicare la fattibilità economica dei progetti d’intervento, nonché le problematiche di diritto relative al corretto utilizzo delle risorse disponibili (indirizzo economico-giuridico); agiranno come mediatori interculturali e interlinguistici fra gli operatori locali e internazionali che gestiscono gli interventi di cooperazione (indirizzo socio-culturale e sulla comunicazione). Anche “ se attualmente la situazione non è molto favorevole”, il professor Jacoboni, con un occhio ai possibili sbocchi lavorativi, ci tiene a sottolineare che “si tratta di professioni che trovano collocazione principalmente all’interno del settore pubblico”: non a caso sono stati presi già dei contatti con la Protezione civile e il 118 per alcuni stage che si terranno al secondo anno.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy