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14 aprile 2006

I numeri non ci sono mai entrati in testa

Pensiamo che la matematica sia troppo astratta per noi? Ecco l’occasione giusta per ricrederci: la nuova mostra interattiva Matetrentino – percorsi maPensiamo che la matematica sia troppo astratta per noi? Ecco l’occasione giusta per ricrederci: la nuova mostra interattiva Matetrentino – percorsi matematici a Trento e dintorni, aperta al Museo Tridentino di Scienze Naturali di Trento dal 18 febbraio al 29 ottobre 2006. Scopriremo la bellezza inaspettata di un linguaggio col quale tradurre le forme e le figure del mondo quotidiano. Realizzata dal Centro Interuniversitario Matematita e dal Dipartimento di Matematica dell’Università di Trento in collaborazione con il Museo Tridentino di Scienze Naturali, la mostra propone un’originale lettura di luoghi e paesaggi della città di Trento e della provincia, attraverso oggetti interattivi e esperienze coinvolgenti che seguono regole e principi matematici rigorosi.

Ci accorgeremo che la matematica governa segretamente il nostro ambiente: la città che abitiamo, il territorio che attraversiamo. Trasformati in curiosi detective, potremo aggirarci nelle sale della mostra indagando la realtà che ci circonda alla ricerca di indizi matematici. Con occhi nuovi scopriremo un mondo sconosciuto che nasconde nelle forme urbane, nelle architetture e nelle opere d’arte, un preciso codice matematico che ci consentirà di rispondere a quesiti impensati: che cosa c’è di strano nella città raffigurata nel ciclo dei mesi di Torre dell’Aquila al Castello del Buonconsiglio? Perché nel Medioevo si scelse di edificare una cinta muraria quasi circolare? E’ possibile misurare matematicamente le forme annodate delle colonnine romaniche delle absidi del Duomo di Trento?

Il percorso espositivo di Matetrentino con gli oltre 40 exhibit interattivi è adatto a tutti, sia che lo si visiti accompagnati da competenti animatori, sia che lo si fruisca da soli seguendo il filo delle informazioni proposte in tre lingue – italiano, inglese e tedesco. Il pubblico non vedente potrà fruire appieno della mostra grazie ai percorsi corredati da didascalie tradotte in braille.

MASSIMI E MINIMI
Capita a tutti di cercare la via più breve per andare da un posto a un altro o di voler spendere il meno possibile per gli acquisti: la vita quotidiana è una continua ricerca del minimo impegno per ottenere il massimo risultato. Questa ricerca assume particolare rilevanza in ambito scientifico e tecnologico, dove spesso i modelli usati per descrivere fenomeni e progettare strutture si basano su principi di minimo o massimo. In questa parte della mostra si possono sperimentare e risolvere alcuni di questi problemi riguardanti le misure di lunghezza, area e volume di semplici figure geometriche.
Qui troviamo la gigantesca elicoide in legno e acciaio, alta 3 metri, realizzata dallo scultore Michele Ciribifera, esemplare soluzione ad un “problema di minimo”. Poco lontano possiamo sperimentare che la forma circolare di una cinta muraria rende minima la parte esposta alle eventuali aggressioni esterne, e nel contempo offre il maggior spazio per lo sviluppo urbano.

TOPOLOGIA
Ci sono proprietà delle figure e delle forme che non cambiano anche se viene apportata una deformazione, purché essa non implichi strappi, sovrapposizioni o incollature. La disciplina che studia queste proprietà è la topologia e gli esperimenti di questa sezione intendono dare un’idea dei principi sui quali si basa. Il problema delle tre case è la sfida più emblematica: sul plastico che riproduce un paesaggio montano riusciremo a collegare tre impianti di risalita con tre stazioni di arrivo poste a valle servendoci del tracciato di piste da sci che non si devono intersecare? La soluzione al problema la ritroviamo anche sviluppata sulla superficie del nastro di Moebius, un oggetto realizzato in vetro dai mastri vetrai di Murano appositamente per questa mostra.

VISUALIZZAZIONE
È possibile ricostruire con esattezza un oggetto tridimensionale a partire da una sua rappresentazione bidimensionale? Quali sono le difficoltà che possiamo incontrare? Il nostro sistema percettivo ci può trarre in inganno? Nella sezione “visualizzazione” troveremo le risposte a queste domande.
Particolarmente curiosa l’esperienza della camera distorta di Ames, nella quale potremo inserire dei personaggi ed osservare che – a seconda di come li posizioniamo – questi assumono dimensioni straordinariamente diverse. Di effetto anche il gioco di luci ed ombre, per il quale un insieme apparentemente disordinato di numeri e forme si trasforma in una parola di senso compiuto.

SIMMETRIA
Nelle orme lasciate sul terreno, nelle fasce decorative di tovaglie e indumenti, così come nei fregi degli edifici rintracciamo schemi di simmetria ben precisi, che si possono ricondurre a sole sette tipologie distinte: strano ma vero! Le esperienze di questa sezione consentono di riconoscere i diversi tipi di simmetria esistenti, prendendo spunto dai monumenti, dalle opere d’arte e dai complementi di arredo urbano che ritroviamo nelle città di Trento, Rovereto, Pergine, Riva…
Una decina di modellini tridimensionali che riproducono porzioni di edifici, tra cui il Duomo di Trento e il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Rovereto, permettono di ricomporre allo specchio le architetture nella loro interezza e di verificare se la figura così ottenuta corrisponde all’originale. Possiamo poi entrare nella camera a specchi per vederci riflessi all’infinito: quanti noi stessi riusciamo a contare?

NEL REGNO DI MATELANDIA
È la sezione della mostra dedicata ai più piccoli (3-6 anni), che possono avvicinarsi alla matematica in questo spazio nuovo e originale realizzato apposta per loro. Nel Regno di MateLandia ambientazioni immersive e divertenti giochi di ruolo permettono di riconoscere quanto del vissuto quotidiano è strettamente collegato alla matematica. Qui ogni bimbo si calerà nei panni di un animale, di una forma geometrica o di un personaggio della famiglia reale del Regno di MateLandia. I piccoli cittadini potranno vestirsi secondo “mode matematiche”, vivere l’avventura di entrare in un favo delle api, creare decorazioni fantastiche e ballare in gruppo a passo di simmetria. Il teatrino bi-verso stupisce gli spettatori e li appassiona con i racconti di eroi e maghi che – a seconda del punto di osservazione – sembra possano vivere due storie antitetiche, mentre il grande tappeto magico, con un intrigante gioco di specchi, permette di camminare all’infinito senza mai stancarsi.

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