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29 aprile 2006

La Sapienza: una laurea a Dario Fo

“Gli autori negano che io sia un autore. Gli attori negano che io sia un attore. Gli autori dicono: tu sei un attore che fa l’autore. Gli attori dic
“Gli autori negano che io sia un autore. Gli attori negano che io sia un attore. Gli autori dicono: tu sei un attore che fa l’autore. Gli attori dicono: tu sei un autore che fa l’attore. Nessuno mi vuole nella sua categoria.” (Dario Fo)

Una piccola citazione, tratta dal vasto e variegato repertorio, è sufficiente per comprendere l’originalità di Dario Fo, scrittore, drammaturgo, attore, costumista, regista, nonché, con buona pace dei detrattori, premio Nobel per la letteratura nel 1997, per esser colui che “seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi”, secondo l’insindacabile parere dell’onorevole Accademia di Svezia.
Ed è proprio all’autore lombardo che, mercoledì 3 maggio, alle ore 11,00 presso l’Aula Magna dell’Università di Roma “La Sapienza”, verrà conferita la laurea honoris causa in Arti e Scienze dello Spettacolo, a conferma (semmai ce ne fosse bisogno) del suo grande valore finanche nella meravigliosa arte del teatro.
Basti ricordare che Dario Fo è, insieme a Luigi Pirandello ed Eduardo De Filippo, il teatrante italiano più rappresentato nel mondo, grazie alle sue opere dense di satira politica (ma non solo…), dall’immancabile impegno sociale ed umanitario nel senso stretto del termine.
Dario nasce a San Giano, vicino al Lago Maggiore, in provincia di Varese, nel 1926; studia presso l’Accademia di Brera di Milano.
Dal 1950, ancora ragazzo, lavora per la radio e la televisione, in qualità di autore satirico.
Il 24 giugno del 1954 prende in moglie Franca Rame, nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano; l’anno seguente si trasferisce a Roma e comincia a lavorare anche per il cinema, come soggettista.
Verso la fine degli anni cinquanta, Dario si dedica al teatro, elaborando commedie incentrate su monologhi arguti ed imbevute di satira di costume, che preludono al repertorio degli anni sessanta e settanta, forte di grandi titoli quali “Mistero buffo” o “Morte accidentale di un anarchico”, oltre che alla fondazione del cosiddetto “teatro di narrazione”.
Personaggio eclettico e sempre attuale, al di sopra delle mode e delle tendenze, Dario attraversa gli anni ottanta ed i novanta dimostrandosi infaticabile artista e riferimento imprescindibile per tutti coloro i quali vogliono fare commedia teatrale.
Mercoledì prossimo dunque, accolto dalle belle parole che sapranno spendere il Rettore de “La Sapienza”, Renato Guarini, ed Professor Tullio De Mauro, attendiamoci fiduciosi l’ennesima battuta sapida e quel sorriso incredibile e contagioso, che, nonostante gli anni, continua a renderci più sopportabile la conoscenza dei nostri limiti: un dono davvero inestimabile.

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