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5 aprile 2006

Pirelli: la pubblicità diventa film. Su internet.

I confini della comunicazione diventano labili. Una complessità di modi e di forme ci avvolge e ci travolge. I mezzi attraverso i quali diffondere immI confini della comunicazione diventano labili. Una complessità di modi e di forme ci avvolge e ci travolge. I mezzi attraverso i quali diffondere immagini e parole si articolano e si sovrappongono, attingendo dai canali tradizionali e stravolgendone, approfondendone potenzialità espressive e intenti. Cambiando i presupposti di rivolgersi a identità socio-culturali precise e rivolgendosi a tutti. Al globale che avanza e di cui siamo vittime e carnefici. Quel globale assurdamente stigmatizzato, anacronisticamente respinto, inutilmente rifiutato. Il mondo è a portata di clic, pochi secondi ci dividono dall’accesso alle realtà individuali planetarie. E piace a tutti, ipocrisia a parte. Considerazione certo non secondaria, all’interno dell’innovativo progetto di comunicazione pluriennale pensato e realizzato da Pirelli: la produzione di cortometraggi di eccellente qualità da diffondere attraverso Internet. Nasce così il primo Pirellifilm (www.pirellifilm.com), iniziativa con valenze di diversa natura, che punta a promuovere l’immagine Pirelli a livello mondiale. Globale, appunto. E chi meglio di un binomio inaffondabile come Internet-Cinema potrebbe farlo? Ambizione, innovazione, fascinosa proiezione verso un futuro che è già presente. Una strada aperta da Pirelli, un confine dell’orizzonte comunicativo che sposta la sua linea oltre. Pubblicià e non solo. Un leit motiv sarà il filo conduttore del progetto, lo slogan approfondito e reinterpretato cinematograficamente: “Power is nothing without control”. Con attori di calibro internazionale a incarnare lo spirito e il senso di uno spot pubblicitario che ha fatto il giro del mondo. Questo primo cortometraggio ha scelto lo sfondo suggestivo di Roma per la presentazione, tra la storia millenaria che si fa presente, annullando il tempo eppure continuamente richiamandolo. Con un ambiente d’eccezione: le Terme di Diocleziano (400 a.c.). Spazio al primo cortometraggio, allora. Dal titolo che ammicca ad atmosfere vagamente inquiete, “The call”, si fregia dell’onore di avere come protagonisti due personaggi di tanta fama: John Malkovich e Naomi Campbell. E l’aspettativa non resta delusa come spesso accade. La storia è avvolta da sensi e modi goticheggianti, tra le strade di una Roma misteriosa e cupa, di notturna ispirazione. E a rendere l’effetto, il sapiente uso di una fotografia che centra l’obiettivo: una mescola audace tra toni scuri d’ombra e chiari di luce in un contrasto forte ed emotivo, di caravaggesca memoria. Una pellicola raffinata per una durata complessiva di 8 minuti e 45 secondi. Il tempo per un thriller avvincente che incalza lo spettatore dall’inizio alla fine. Chiave interpretativa: la lotta eterna tra il Bene e il Male. Roma blindata per le riprese, lo scorso autunno. Riserbo totale per evitare che trapelassero indiscrezioni sul progetto e sugli interpreti. E l’intento è riuscito. La sorpresa c’è stata. Un modo nuovo a cui ci abitueremo, che assimileremo e faremo nostro. Un ennesimo espediente per il messaggio pubblicitario, di fruizione complessa e accattivante. Non solo calendari, quindi.

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