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7 aprile 2006

Università e lavoro: la voce di un laureato

Visto il crescente interesse, peraltro assolutamente giustificato, nei confronti della triste situazione in cui versa la maggior parte dei laureat

Visto il crescente interesse, peraltro assolutamente giustificato, nei confronti della triste situazione in cui versa la maggior parte dei laureati in Italia, e visto che spesso la parola viene data esclusivamente a persone che poco hanno a che fare con quel mondo, ho creduto giusto ascoltare il parere di uno dei diretti interessati.
Giovanni Luca De Franco, laureato in Fisica all’Università di Roma “La Sapienza”, ha accettato di rispondere al nostro appello, rilasciandoci la breve intervista che segue.

Anche se è deprimente ammetterlo, in Italia uno dei difetti è l’assoluta mancanza di meritocrazia, non trovi?
Risposta – Mi trovo d’accordo con la tua affermazione; io stesso, nonostante mi sia laureato in Fisica da due anni con impegno e buoni risultati, ma privo di parentele o amicizie “importanti”, sono completamente estromesso ed escluso da qualsiasi tipo di attività scientifica, tecnica di laboratorio o didattica che sia come anche dal mondo del lavoro che non sa cosa farci con un laureato “atipico” come me.
Inoltre va ribadito che noi giovani non siamo adeguatamente rappresentati in politica e dunque nelle scelte, nelle decisioni, nelle visioni e nelle adeguate risposte e provvedimenti necessari al conseguimento di un’occupazione adeguata al livello di preparazione raggiunta.
Puoi dirci quali sono le tue inclinazioni; verso quali obiettivi vorresti indirizzare le conoscenze acquisite durante i lunghi anni di studi?
R. – Ho sempre avuto grande interesse ed amore per l’ambiente e pertanto vorrei approfondire la ricerca sulle nuove tecnologie solari ed eoliche, per la produzione di energia alternativa e l’ottimizzazione dei processi ed un miglior uso delle fonti (leggi “risparmio energetico”, nda).
Ho scritto alcuni documenti riguardo l’uso razionale dell’acqua e sull’energia solare e
la domotica (scienza che studia l’applicazione delle tecnologie elettroniche e informatiche all’interno delle abitazioni, nda); mi piace la divulgazione e l’aggiornamento scientifico e tecnologico, che ho seguito con attenzione e passione nei vari convegni e seminari a cui ho partecipato, o che ho organizzato io stesso presso l’Università “La Sapienza” di Roma.
Certo, parlare di “uso razionale dell’acqua” o di “energia alternativa” in Italia dev’essere veramente dura…
R. – E’ così, Antonio; purtroppo devo ribadire che la situazione italiana è preoccupante: del tutto priva di vere iniziative.
Manca da anni un vero piano energetico e di ricerca scientifica nazionale.
Nessuno sembra avvertire che siamo sull’orlo di un “mega black-out”, che siamo al collasso energetico…
Ci rivolgiamo all’estero, lamentando la penuria di risorse energetiche, pur abbondando di una “materia prima” come il… Sole!
E non si fa NIENTE per sfruttare questa opportunità che la natura ci dona giorno dopo giorno.
Non ci sono progetti per l’apertura di nuovi Centri di Ricerca o Laboratori per laureati scientifici e tecnici come me, costretti a ripiegare e a svendere le proprie competenze e capacità ad un mercato arido, meccanizzato e privo di idee, che spesso non ci ascolta, considerandoci dei nemici, dei pesi o dei fastidiosi intralci ai loro falsi progetti di cambiamento.
Sei stato chiarissimo; un’ultima cosa: quale ricetta auspichi per dare una svolta a questa buia situazione?
R. – Beh, tanto per cominciare, sarebbe opportuno ridare dignità e rispetto a chi ha investito anni sulla formazione e sullo studio e non ha alcuna raccomandazione, aiuto “familiare” o corsia privilegiata.
E poi cercare anche noi, nel nostro piccolo, di opporci a questo stato di inerzia in cui versa tragicamente l’intero pianeta.
Teniamo bene a mente che domani saremo noi giovani a dover riparare i guasti, i ritardi e le mancate scelte dell’attuale mondo economico, politico ed amministrativo, chiuso ai cambiamenti, miope e volto a conservare i propri interessi, sempre che non sia troppo tardi.

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