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19 maggio 2006

Africa, la discarica d’Europa

Permangono le gravi contraddizioni economiche e politiche che da sempre attraversano i programmi di sviluppo dell’Unione Europea nei confronti del conPermangono le gravi contraddizioni economiche e politiche che da sempre attraversano i programmi di sviluppo dell’Unione Europea nei confronti del continente africano. Il perverso meccanismo del commercio internazionale continua a distruggere le economie locali di molti paesi africani. Gli scarti delle nostre macellerie, gli avanzi delle mense, un tempo macinati e trasformati in farina come mangime per le vacche, oggi vengono congelati ed esportati in Africa. Sfruttare le carcasse di galline e polli è un business che il nostro continente non poteva farsi sfuggire, un’ulteriore occasione per fare soldi a danno della salute dell’umanità. Buttarle via o bruciarle costa caro ai grandi furbi dell’economia mondiale, che hanno pensato di riutilizzarle sulle tavole delle famiglie africane. Dopo aver avvelenato gli animali non lontano da casa nostra, dopo lo scandalo mucca pazza, dopo gli allarmismi mondiali e l’ipocrisia globale, oggi non se ne parla più, ma in Africa continuano le esportazioni di pollo e scarti animali provenienti dall’Europa. È risultato conveniente per l’UE esportare questi “prodotti” a prezzo stracciato, inoltre risulta ancora più grande il guadagno, visto che l’Europa paga un buon sussidio per l’esportazione. Così il pollo nostrano, meglio, gli scarti dei polli nostrani arrivano nei mercati africani, cacciando la gallina e i polli indigeni che, non essendo sovvenzionati, vengono venduti al doppio. Altro che aiuti umanitari, la politica economica europea è ben abituata a farsi tanta pubblicità, per poi agire all’ombra, commettendo i più gravi reati contro la dignità ed i diritti umani. Nel 1994 il Camerun importò circa sessanta tonnellate di pollame, nel 1996 diventò membro dell’OMC (l’Organizzazione Mondiale del Commercio), accettando di liberalizzare gli scambi internazionali. Nel 2003 le importazioni di pollame raggiungono le 23mila tonnellate, riducendo in bancarotta il 92% dei produttori locali! 10mila persone persero il lavoro, mentre il Camerun continua a spendere circa 15 milioni di euro per importare cibo che un tempo era prodotto localmente, in maniera genuina. Le parti congelate dei polli che partono dall’Europa, prima di essere trasportate in Africa, lontano dall’attenzione di noi tutti, rimangono giorni e giorni nei porti, riempiendosi di batteri fatali per la salute umana. Altro che mucca pazza, stiamo parlando di avvelenamento, d’indifferente genocidio…beh, non vi scandalizzerete mica, oramai sarete abituati, oppure vi sentite sollevati quando la Carrà nazionale adotta i bambini dal continente nero?! Sembra che qualche paladino del mondo dello spettacolo italiano si stia impegnando seriamente (?), ma non è niente a confronto di quello che succede ogni giorno in Africa. Le indagini internazionali testimoniano che l’83% (!) dei polli importati dall’Europa dall’Africa non sono adatti al consumo umano. Centinaia le vittime che non hanno trovato posto nei palinsesti dei telegiornali nazionali od internazionali, certo, sappiamo bene che è più importante conoscere la vita privata dei pagliaccetti televisivi, evviva il gossip e l’ignoranza! “Africa: la discarica d’Europa” è stato il titolo di molti giornali africani e l’appello di altrettante serie organizzazioni umanitarie internazionali, ovunque in Africa è stata svolta una campagna per far conoscere il pericolo alle famiglie, agli uomini, alle donne: i bambini devono sapere che c’è chi offre loro una caramella avvelenata, sempre col sorriso ed una carezza pronta. Il pollame che l’Europa esporta è stato giudicato dagli organi di salute internazionale pericolo mortale per la salute, per gli allevatori e per l’economia. I politici locali sono spesso corrotti, ma non hanno potuto ignorare il messaggio, il presidente camerunese Biya impose una tassa d’importazione per dare una possibilità ai produttori locali (?!). Nella triste cronaca dei fatti, invece, l’esportazione degli scarti europei si è allargata in Ghana, dove gli allevatori hanno portato le galline in parlamento per obbligare i deputati a votare una legge in difesa del mercato interno. A Bruxelles i burocrati dell’UE hanno minacciato il presidente del Ghana, Kuofor, che è stato costretto a non firmare la legge passata dal parlamento. Ah, certo, dimenticavo, l’UE, chiamata in causa dopo questi avvenimenti, ha deciso qualche modifica al suo modus operandi: rendere gli esportatori responsabili del prodotto fino a quando raggiunge le tavole dei consumatori, sia in Europa che in Africa… Nel frattempo, voi, non dimenticate di comprare il digitale terrestre per guardare la prossima edizione del grande fratello, della fattoria e di music farm, non muovetevi dal divano!

Visitate il sito www.missionaridafrica.org e, se sapete il tedesco, anche www.netzwerkafrika.de

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